Si è tenuto ieri mattina, nel carcere di Montorio, l’interrogatorio di garanzia per Dino e Franco Ramponi, arrestati nei giorni scorsi in relazione all’esplosione avvenuta in una cantina di Castel d’Azzano, che ha visto il decesso di tre carabinieri e numerosi feriti tra le forze dell’ordine. Davanti al giudice per le indagini preliminari Carola Musio, i due fratelli si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, una scelta che, al momento, non chiarisce le responsabilità individuali nell’accaduto.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Fabio Porta, difensore di Dino Ramponi, il suo assistito ha dichiarato di trovarsi nei campi al momento dell’esplosione, e non all’interno della cantina teatro dell’incidente. Questa versione, tuttavia, non è stata ancora verificata dalle autorità inquirenti e non ha inciso sulla misura cautelare.
La sorella resta grave, per ora non può essere interrogata
Nel frattempo, resta grave la sorella Maria Luisa Ramponi, coinvolta anch’essa nell’esplosione. Per lei è stato convalidato l’arresto, ma le sue condizioni cliniche ne impediscono il trasferimento in carcere: la donna si trova attualmente ricoverata in terapia intensiva, sotto costante monitoraggio medico. Secondo alcune immagini, si sarebbe trovata sul tetto al momento dell’irruzione dei carabinieri, con una molotov.
Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità penali. Gli inquirenti stanno vagliando le dichiarazioni raccolte e i riscontri oggettivi emersi dalle prime perizie tecniche effettuate sul luogo dell’esplosione. Il procuratore ha deciso di indagare i tre fratelli per strage, il piano sarebbe stati premeditato.
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