Respira – vita al Mamaor: due giornate di natura, arte e futuro a Valeggio

Il 18 e 19 ottobre 2025 il Monte Mamaor riapre alla comunità con un evento esperienziale tra benessere, cultura, memoria e progettualità per il futuro del territorio

polveriera Monte Mamaor

Sabato 18 e domenica 19 ottobre 2025, il Monte Mamaor di Valeggio sul Mincio accoglierà cittadini, famiglie, scuole e associazioni per l’iniziativa “Respira – Vita al Mamaor”, due giornate all’insegna del benessere, del contatto con la natura e della rigenerazione culturale e sociale.

L’evento, organizzato da Il Cerchio di Kos APS in collaborazione con il Comune di Valeggio, segna la riapertura di un’area storica, rimasta per decenni inaccessibile, e ora restituita alla collettività con una visione condivisa di valorizzazione.

Due giorni tra laboratori, esperienze e riflessioni

Il programma, attivo dalle 9 alle 18, offrirà laboratori, talk, incontri culturali, pet therapy, attività di yoga, meditazione, camminata consapevole, installazioni artistiche, fotografia, musica dal vivo ed enogastronomia. Un’esperienza pensata per ogni fascia d’età, all’interno di un contesto naturale intatto di 77 ettari di boschi e prati aridi, un tempo destinato all’uso militare.

“Respira” vuole essere più di un evento: è un invito a vivere il luogo in modo consapevole, riflettendo sul suo passato e contribuendo alla sua possibile trasformazione futura in uno spazio di creatività e comunità.

Dal sito militare alla rinascita pubblica

Il Monte Mamaor, utilizzato a partire dagli anni Venti del Novecento come polveriera e deposito di munizioni militari, conserva ancora oggi oltre 100 strutture storiche, tra casematte e riservette. Dopo la dismissione come sito militare nei primi anni 2000, l’area è stata acquisita dal Comune di Valeggio nel 2018.

L’evento rappresenta il primo passo concreto verso una riconversione partecipata, nella direzione di un futuro inclusivo, sostenibile e umano-centrico. Una visione che, secondo i promotori, può nascere proprio qui, da un luogo abbandonato ma ricco di storia, da trasformare in bene comune e laboratorio culturale permanente.

Un progetto condiviso tra istituzioni e cittadinanza

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Carlo Nerozzi, presidente de Il Cerchio di Kos, l’architetto Federico Signorelli, tra i curatori dell’area, il sindaco di Valeggio Alessandro Gardoni, la vicesindaca Franca Benini e Bruna Bigagnoli, assessora alle tradizioni e manifestazioni.

“Il Monte Mamaor può diventare il punto di partenza per una rigenerazione collettiva”, ha spiegato Nerozzi, sottolineando l’importanza di un’azione dal basso che coinvolga associazioni, cittadini e imprese innovative. Il valore simbolico e territoriale del luogo lo rende il contesto ideale per immaginare e costruire un futuro più equo e partecipativo.

Gardoni ha rimarcato la centralità del Mamaor anche nella candidatura di Valeggio a Capitale Italiana della Cultura 2028, come esempio di rigenerazione urbana e sociale. “È un luogo che appartiene alla nostra identità e che oggi può rappresentare il nostro slancio verso il futuro”, ha dichiarato il primo cittadino.

Redazione

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