Elia Viviani dice addio al ciclismo: ultime gare al Giro del Veneto e ai Mondiali in Cile

Il campione veronese, oro olimpico a Rio 2016, saluterà il professionismo con due appuntamenti simbolici: uno su strada nella sua Verona e uno in pista a Santiago del Cile

Elia Viviani ha annunciato ufficialmente l’addio alle competizioni. Il ciclista veronese, classe 1989, chiuderà una carriera straordinaria con due ultime gare: il Giro del Veneto, in programma mercoledì prossimo con arrivo proprio nella sua città natale, e i Mondiali su pista di Santiago del Cile, che inizieranno il 22 ottobre. Un doppio congedo, tra strada e pista, che rappresenta la perfetta sintesi di un atleta che ha saputo eccellere in entrambe le discipline.

Viviani, portabandiera dell’Italia ai Giochi di Tokyo 2020 insieme a Jessica Rossi, lascia il ciclismo da protagonista, con un palmarès che lo colloca tra i grandi del movimento azzurro. «Volevo essere io a scegliere il momento dell’addio – ha spiegato – e sapevo che questo era l’anno giusto. Non volevo che fossero gli altri a decidere per me».

Una carriera ricca di successi

Nato sportivamente nel vivaio scaligero, tra Luc Bovolone e Fdb, Elia Viviani è diventato professionista nel 2010 e da allora ha conquistato oltre 90 vittorie su strada, tra cui cinque tappe al Giro d’Italia, tre alla Vuelta a España e una al Tour de France, centrando successi in tutte le grandi corse a tappe.

Ma è soprattutto sulla pista che Viviani ha costruito il suo mito. Indimenticabile l’oro olimpico nell’omnium a Rio 2016, seguito dal bronzo nella stessa specialità a Tokyo 2021 e dall’argento nell’americana con Simone Consonni a Parigi 2024. A questi si aggiungono otto podi mondiali e oltre dieci titoli europei, numeri che testimoniano una carriera ai vertici internazionali per quasi due decenni.

L’ultima sfida: la maglia iridata

L’ultima corsa su strada sarà il Giro del Veneto, gara che il campione veronese ha voluto onorare proprio per la sua vicinanza affettiva alla città d’origine. Ma il vero addio arriverà con i Mondiali su pista a Santiago del Cile, dove Viviani sogna di chiudere conquistando un’ultima maglia iridata. «So di essere ancora competitivo – ha dichiarato – e voglio dare tutto in quest’ultima occasione. Ma è arrivato il momento di lasciare, quando per restare al livello di prima devi far girare tutto alla perfezione, mentre un tempo veniva naturale».

Un congedo consapevole

La decisione di lasciare è maturata nel tempo, ma ha avuto un’accelerazione a seguito della fusione tra il suo team, la Lotto, e un’altra squadra, che ha ridisegnato gli equilibri interni. «In tanti mi hanno chiesto se fosse arrivato il momento di smettere. L’ho deciso io, nel modo che volevo, chiudendo una carriera da protagonista, non da comprimario», ha sottolineato Viviani.

Con il suo addio, il ciclismo italiano perde uno dei suoi campioni più rappresentativi dell’ultimo decennio, simbolo di versatilità, determinazione e dedizione, capace di imporsi su ogni terreno e di rappresentare l’Italia ai massimi livelli, sia su pista che su strada.

Redazione

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