Numeri in crescita ma futuro incerto per l’Accademia di Belle Arti statale di Verona. Alla chiusura delle iscrizioni per l’anno accademico 2025/26, avvenuta il 30 settembre, l’istituto ha registrato quasi mille studenti complessivi, con un incremento del 7% nei corsi triennali e un boom dell’83% alla Scuola di Restauro rispetto all’anno precedente.
Un successo che conferma l’attrattiva dell’Accademia e l’interesse crescente dei giovani verso formazione artistica e percorsi di restauro, ma che allo stesso tempo mette in luce limiti strutturali e criticità logistiche. «A differenza di altre Accademie – ha spiegato il presidente Andrea Falsirollo – non disponiamo di spazi adeguati o ampliabili. La frammentazione delle sedi e le carenze di sicurezza rischiano di penalizzare un patrimonio formativo di valore nazionale».
Un’istituzione divisa in più sedi
Attualmente l’Accademia è distribuita in Palazzo Verità Montanari (sede storica), ex Dogana Vecchia (condivisa con la Soprintendenza), via dei Mutilati e alcune aule nel quartiere Filippini. Una condizione che rende complessa l’organizzazione dei corsi e delle attività didattiche, soprattutto alla luce dell’aumento delle iscrizioni.
La direzione ha già avanzato una richiesta ufficiale al Comune di Verona e alla Fondazione Cariverona per individuare nuove soluzioni logistiche, capaci di garantire spazi adeguati a una realtà che continua a crescere.
Il nodo sicurezza
Oltre al problema della capienza, resta aperto il tema della messa in sicurezza degli edifici, in particolare di Palazzo Verità Montanari. «Nonostante le ripetute segnalazioni – ha dichiarato Falsirollo – il Comune non ha ancora avviato gli interventi necessari. Non si può ignorare una situazione che mette a rischio studenti, docenti e personale».
Le criticità, mai risolte, potrebbero tradursi in un rinvio dell’inizio delle lezioni, previsto per il 6 ottobre, con conseguenti disagi per l’intera comunità accademica.
L’appello all’amministrazione
Il presidente dell’Accademia ha lanciato un appello diretto all’amministrazione cittadina: «Servono interventi urgenti e concreti, all’altezza del valore che questa istituzione rappresenta per Verona. L’Accademia è un punto di riferimento culturale che porta prestigio e opportunità alla città: non può essere lasciata in condizioni di precarietà».
Un patrimonio da salvaguardare
L’Accademia di Belle Arti, storicamente legata alla tradizione culturale veronese, si trova dunque di fronte a una sfida cruciale: conciliare il successo delle iscrizioni con la necessità di spazi sicuri, moderni e adeguati. La sua capacità di attrarre studenti da tutta Italia, e non solo, rischia infatti di essere compromessa dall’inerzia sulle strutture.
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