Sono saliti a 50 i casi autoctoni di chikungunya registrati nella provincia di Verona, di cui 46 confermati. Lo rende noto la Direzione Prevenzione della Regione Veneto nel Bollettino “Sorveglianza delle malattie trasmesse da vettore” n. 9/2025, che fotografa l’andamento stagionale delle principali arbovirosi.
I Comuni più colpiti risultano essere Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano, mentre negli ultimi giorni si sono segnalati anche episodi isolati nei territori di San Giovanni Lupatoto, Cavaion Veronese e Buttapietra. Al momento, nessuno dei pazienti risulta ricoverato.
La risposta del territorio: disinfestazioni mirate e azioni porta a porta
In risposta all’emergere di focolai locali, la Regione ha attivato una serie di interventi urgenti, seguendo le direttive del piano di prevenzione regionale. Le misure prevedono:
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disinfestazioni straordinarie nei Comuni interessati,
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attività porta a porta per sensibilizzare i cittadini,
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azioni di controllo sui possibili focolai larvali,
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monitoraggio continuo della presenza di zanzare Aedes, responsabili della trasmissione del virus.
Obiettivo: contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica.
Cos’è la chikungunya e come si trasmette
La chikungunya è una malattia virale trasmessa esclusivamente dalle punture di zanzare infette del genere Aedes, in particolare Aedes albopictus, nota come zanzara tigre. Non si trasmette da persona a persona.
I sintomi principali includono:
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febbre alta,
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dolori articolari intensi,
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mal di testa,
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affaticamento,
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talvolta eruzioni cutanee.
Sebbene raramente letale, la chikungunya può provocare dolori debilitanti che durano settimane o mesi, soprattutto nei soggetti vulnerabili.
Le raccomandazioni per i cittadini
La Direzione Prevenzione regionale invita i cittadini ad adottare comportamenti preventivi per ridurre il rischio di punture:
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utilizzare repellenti cutanei anche durante il giorno,
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installare zanzariere a porte e finestre,
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evitare ristagni d’acqua nei giardini, sottovasi, grondaie o altri contenitori,
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indossare indumenti chiari e coprenti nelle ore a rischio.
Non solo chikungunya: il bollettino segnala anche West Nile e TBE
Oltre alla chikungunya, il bollettino regionale fornisce dati aggiornati sulle altre malattie trasmesse da vettori. Nella stagione 2025 si sono registrati in Veneto:
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84 casi di febbre da West Nile, di cui
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44 confermati,
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29 casi di malattia neuroinvasiva, con 24 conferme;
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19 casi di encefalite da zecca (TBE), con 12 conferme;
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8 casi di Toscana virus, di cui 6 confermati.
Arbovirosi d’importazione: 25 casi di dengue in Veneto
Rimangono sotto osservazione anche i casi di arbovirosi importate. In Veneto sono stati notificati:
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25 casi di dengue, di cui 24 confermati,
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7 casi confermati di chikungunya importata.
Questi dati evidenziano l’importanza di monitorare anche i viaggiatori provenienti da aree endemiche, soprattutto nei periodi di maggior attività vettoriale.
Per rimanere aggiornati sull’evoluzione delle malattie trasmesse da vettori in Veneto e in Italia, è possibile consultare:
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Il sito della Regione Veneto:
🔗 regione.veneto.it/web/sanita/arbovirosi -
La dashboard nazionale Arbovirosi dell’Istituto Superiore di Sanità:
🔗 epicentro.iss.it/arbovirosi/dashboard
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