San Giò Verona Video Festival 2025: cinema civile e visioni dal mondo

Dal 23 al 27 luglio la 31ª edizione al Teatro Satiro Off con film da oltre 30 Paesi. Ingresso libero e temi globali al centro

Teatro Satiro Off

Verona accende i riflettori sulla 31ª edizione del San Giò Verona Video Festival, in programma da mercoledì 23 a domenica 27 luglio al Teatro Satiro Off, in vicolo Santiro 8. Oltre 50 le opere selezionate tra corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, per una rassegna che ancora una volta conferma la propria vocazione “civile” e internazionale.

Il festival, promosso da Cineclub Verona e diretto da Ugo Brusaporco, è dedicato quest’anno all’architetto iraniano Abbas Gharib e ad Angelo Renon, figura di riferimento per il festival, scomparso a febbraio. Le proiezioni si terranno ogni sera alle 21, mentre dal 24 luglio anche nel pomeriggio alle 16. L’ingresso è gratuito, in linea con la filosofia del Cineclub di rendere la cultura accessibile a tutti.

Un viaggio attraverso le urgenze del nostro tempo

Non è un festival divertente. È un festival utile”, ha dichiarato Brusaporco durante la presentazione insieme all’assessora alla Cultura Marta Ugolini, che ha sottolineato l’importanza del San Giò nel panorama culturale cittadino: “Da 31 anni stimola la coscienza collettiva, affrontando temi che parlano al nostro presente e al nostro futuro”.

Le opere in concorso affrontano tematiche profonde: migrazioni, ambiente, conflitti, identità, memoria storica e diritti umani, spesso con approcci artistici non convenzionali. Tra i titoli più attesi, Lay for Lanawaru di Angello Faccini (Colombia-Messico-USA), I Died in Irpin (Ucraina) e The Orchards di Antoine Chapon (Francia), che rievoca la distruzione urbana di Damasco. Ma anche Dreams like Paper Boats (Haiti), Rains Don’t Make Us Happy Anymore (India), e Black Hands (Italia-USA), che affronta la memoria dell’emigrazione lessinica.

Un programma intenso e multidisciplinare

Le proiezioni pomeridiane offriranno spazio a documentari e opere più lunghe, come Kené (Spagna), REVIENS (Francia-Ecuador) e Jawhara Insha’Allah (Italia). Le serate, invece, spazieranno tra fiction, videoarte e animazione, con titoli come Once Upon a Time in Wari Bateshwar (Bangladesh), Apocalypse (Francia) e Sans Voix (Svizzera), offrendo una panoramica ampia della produzione audiovisiva indipendente contemporanea.

Ampio spazio sarà dato anche alle performance e alla memoria storica, come nella serata finale, dove verrà proiettato La vera storia di Luisa Bonfanti di Franco Angeli, e documentata la performance Aisha Kandisha di Giulia Ferrarese, realizzata in origine per il festival Tocatì.

Festival come luogo di incontro e riflessione

Il San Giò Verona Video Festival si conferma come punto d’incontro tra arte, cultura e società. Non un evento commerciale o celebrativo, ma un luogo di dibattito e resistenza culturale, dove il cinema diventa mezzo per raccontare l’indicibile, per dare voce ai marginalizzati e per riaccendere l’attenzione sui temi che contano.

La giuria sarà composta, tra gli altri, da Massimo Girelli e dai rappresentanti del Cineclub Verona, tra cui il presidente Micael Benson e il segretario generale Giuseppe Genovese. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale: www.sangiofestival.it.

Redazione

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