Sinner infiamma Verona: esplode la passione per il tennis nei circoli cittadini

L’atleta altoatesino ispira una nuova generazione di tennisti e riaccende l’interesse in città

L’effetto Sinner si fa sentire anche a Verona, dove l’impresa di Jannik Sinner a Wimbledon ha acceso l’entusiasmo tra appassionati e neofiti. La storica vittoria sull’erba londinese ha lasciato un segno profondo non solo negli almanacchi sportivi, ma anche nei cuori dei tifosi veronesi, che domenica pomeriggio hanno seguito in massa la finale e oggi affollano i circoli con una rinnovata voglia di tennis.

Andrea Bonomini, presidente del Circolo Tennis Scaligero e consigliere regionale della FITP per il Veneto, descrive un momento di forte fermento: «C’è una nuova energia nell’aria, un rinnovato entusiasmo che coinvolge sia i ragazzi che gli adulti. Sempre più persone, anche chi non aveva mai giocato prima, stanno chiedendo di iniziare».

Lo stesso fenomeno è confermato da Mariano Vantini, direttore dello Sporting Club Arbizzano, che osserva: «Il successo di Sinner ha portato nuovi volti nei circoli, anche tra chi non aveva mai preso in mano una racchetta. È diventato un modello trasversale».

A Verona, è scoppiata la “Sinnermania”, un’ondata di tifo e coinvolgimento che tocca ogni generazione. Viktor Galovic, ex tennista professionista e oggi direttore dello Sports Center Verona, sottolinea come il successo di un campione italiano in uno Slam storico come Wimbledon abbia un impatto enorme sull’intero movimento: «È un momento irripetibile: i ragazzi lo ammirano per il talento, gli adulti per i valori che rappresenta. Tranquillità, determinazione, crescita costante».

Sinner non è un caso isolato, ma il simbolo di un intero movimento in ascesa. Bonomini lo evidenzia con orgoglio: «Dietro a lui c’è un gruppo solido: Musetti, Arnaldi, Cobolli, Sonego. E dietro ancora, una Federazione che ha saputo investire con visione». Lo conferma anche Giovanni Mercati, presidente dell’Associazione Tennis Verona: «Siamo passati da un’epoca in cui faticavamo ad avere un italiano nei primi 20, a un presente con più atleti tra i migliori. È il frutto di un lavoro profondo e coerente».

Sinner rappresenta oggi ciò che fu Panatta per una generazione passata, ma con una visibilità e una risonanza globale amplificata dai media digitali. Il tennis, per molti giovani, non è più uno sport d’élite ma un’opportunità accessibile, capace di unire prestazione, impegno e valori. Il suo modo di giocare, il comportamento in campo e la capacità di migliorarsi dopo ogni sconfitta – come al Roland Garros – lo rendono un punto di riferimento anche sotto il profilo educativo.

E mentre la FITP si prepara a gestire il boom di interesse registrato in tutto il Paese, a Verona si moltiplicano le iniziative per intercettare questa nuova energia: corsi estivi, open day e proposte per famiglie.

Il tennis a Verona sta vivendo una stagione d’oro, sospinto da un campione che ha saputo far sognare e, al tempo stesso, avvicinare lo sport alla gente.

Redazione

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