Condannati due giovani per rapina violenta alla stazione di Verona

Aggredirono un connazionale a Porta Vescovo per rubargli il telefono. Uno dei due fermato con hashish e accusato anche di resistenza

I fatti risalgono all’8 novembre scorso, quando Zouhair Bynnwira e Nabil Hattab, entrambi 25enni, hanno affrontato un connazionale, spruzzandogli in volto spray urticante per accecarlo, colpendolo poi con una serie di pugni e sottraendogli lo smartphone. Subito dopo, si erano dati alla fuga a piedi.

La vittima, in evidente difficoltà, non era riuscita a inseguirli, ma la scena non era passata inosservata agli agenti della Polfer, che si erano messi all’inseguimento dei due. All’arrivo dei rinforzi, i rapinatori avevano tentato di divincolarsi, spintonando gli agenti nel tentativo di evitare l’arresto. In particolare, Bynnwira aveva opposto resistenza cercando di fuggire mentre veniva caricato in auto, nascondendo in tasca il cellulare appena rubato. Nabil Hattab, invece, era stato trovato in possesso della bomboletta di spray urticante utilizzata per l’aggressione.

Anche droga e resistenza tra le accuse

Per Zouhair Bynnwira le accuse si sono aggravate ulteriormente, poiché durante la perquisizione era stata rinvenuta, nella manica del giubbotto, una mattonella di hashish del peso di quasi 50 grammi, con un principio attivo pari al 36%. Secondo le analisi, da quella quantità si sarebbero potute ricavare oltre 670 dosi pronte per lo spaccio.

Le accuse contestate sono state di rapina aggravata per entrambi, con l’aggiunta, per Bynnwira, di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Le condanne

Il processo si è concluso nell’udienza preliminare davanti al giudice Maria Cecilia Vitolla, su richiesta del pubblico ministero Alberto Sergi. La sentenza ha stabilito:

  • Zouhair Bynnwira: 4 anni di reclusione e 1.600 euro di multa; attualmente si trova detenuto nel carcere di Montorio.

  • Nabil Hattab: condannato a 2 anni e 4 mesi e al pagamento di 800 euro di multa, con l’applicazione dei domiciliari.

Il caso riporta l’attenzione sul problema della violenza nelle stazioni ferroviarie urbane, dove episodi simili si sono registrati anche in passato. La pronta reazione della Polfer ha evitato conseguenze peggiori per la vittima e ha consentito il recupero della refurtiva e il sequestro delle prove, tra cui lo spray e la sostanza stupefacente.

Redazione

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