Verona si conferma tra i territori economicamente più dinamici del Veneto, ma anche tra i più esposti alle infiltrazioni della criminalità economica. A testimoniarlo è il bilancio annuale tracciato dalla Guardia di Finanza in occasione dell’anniversario di fondazione del Corpo, celebrato presso la caserma Martini con la presenza del comandante provinciale Italo Savarese.
I numeri raccontano un impegno capillare: oltre 2.700 interventi e più di 1.000 indagini portate a termine nell’ultimo anno, con 270 persone denunciate per reati fiscali, di cui 10 tratte in arresto. Ma il dato più significativo riguarda le operazioni sospette legate al riciclaggio: Verona risulta la prima provincia del Veneto per segnalazioni, un indicatore preoccupante del crescente interesse criminale verso l’economia scaligera.
Il valore dei danni erariali segnalati alla Corte dei Conti supera i 70 milioni di euro, frutto di attività che la Finanza svolge sempre più attraverso sofisticate analisi di rischio, con l’obiettivo di individuare gli illeciti più gravi e nascosti. L’approccio non è solo repressivo, ma anche preventivo, in un territorio che, pur presentando un tessuto imprenditoriale solido, si trova esposto alle pressioni di organizzazioni che tentano di infiltrarsi nel sistema economico.
La posizione strategica di Verona, snodo commerciale tra Nord e Sud, e la ricchezza del territorio rappresentano un’attrattiva per interessi illeciti che mirano a reinvestire capitali sporchi in settori chiave come l’immobiliare, la logistica e il turismo. In questo scenario, la sicurezza economico-finanziaria si conferma pilastro essenziale per la stabilità del tessuto sociale e imprenditoriale.
La cerimonia per l’anniversario ha rappresentato anche l’occasione per celebrare i 25 anni dell’ingresso delle donne nel Corpo, un passaggio che – ha sottolineato il comandante Savarese – ha significato non solo inclusione ma anche valorizzazione del merito e arricchimento professionale. Le donne in divisa hanno raggiunto ruoli apicali, dimostrando competenza in ogni ambito operativo, dalla lotta al traffico illecito al contrasto della corruzione.
Un’ulteriore criticità emersa nel report è la complicità di professionisti – avvocati, consulenti, commercialisti – che mettono competenze e strumenti al servizio di chi evade o ricicla, rendendo più difficile il lavoro investigativo. Proprio per questo, la Gdf ribadisce l’importanza di rafforzare la cooperazione tra istituzioni, enti locali e autorità giudiziarie, per creare un fronte comune contro l’economia criminale.
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