Mattinata di confronto a Verona per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che sabato 14 giugno ha incontrato i vertici di Confindustria per discutere di politica industriale, sicurezza energetica e crisi aziendali in Veneto. All’incontro hanno partecipato Giuseppe Riello, presidente di Confindustria Verona, e Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto.
Al centro del colloquio, le prospettive dell’industria italiana in un contesto globale reso ancora più instabile dal conflitto tra Israele e Iran, che secondo Urso potrebbe generare ripercussioni a breve termine sul piano energetico. Tuttavia, il ministro ha voluto rassicurare i rappresentanti del tessuto produttivo locale: “Le nostre fonti di approvvigionamento sono garantite e diversificate”, ha affermato, sottolineando come il sistema energetico italiano stia reggendo grazie alle scelte strategiche compiute negli ultimi anni.
Temi centrali anche la tutela del Made in Italy e il contrasto alla contraffazione. Urso ha illustrato le misure già operative in questo ambito, con particolare riferimento agli strumenti per la promozione dei prodotti italiani e per la protezione della filiera produttiva. “Abbiamo avviato un percorso concreto di semplificazione e sburocratizzazione”, ha spiegato, facendo riferimento alle due leggi annuali in discussione in Parlamento: quella sulle piccole e medie imprese e quella sulla concorrenza.
Non meno rilevante l’aspetto legato alle vertenze aziendali aperte in Veneto, che coinvolgono realtà di primo piano come Coin, Speedline, Berco, CeramicaDolomite ed Electrolux. Il ministro ha ribadito l’impegno diretto del suo dicastero nel seguire da vicino queste situazioni, con l’obiettivo di preservare occupazione e continuità produttiva.
Il confronto con il mondo industriale veronese si è svolto in un clima di dialogo costruttivo, con particolare attenzione alle sfide del sistema produttivo regionale. La presenza del ministro ha voluto rappresentare anche un segnale di attenzione politica verso il Nord Est, che continua a essere un motore economico fondamentale per il Paese.
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