Sabato 7 giugno la Basilica di San Zeno ha ospitato la Veglia di Pentecoste celebrata dal Vescovo di Verona, Monsignor Domenico Pompili, in un momento liturgico e spirituale che ha intrecciato memoria, preghiera e visione ecclesiale.
Ad oltre un anno dalla visita di papa Francesco a Verona, l’assemblea si è ritrovata idealmente collegata a piazza San Pietro e alla Veglia presieduta da papa Leone XIV, per invocare il dono dello Spirito Santo, che come fuoco, luce e vento, rinnova la Chiesa e guida i suoi passi.
Concordia e preghiera: condizioni per accogliere lo Spirito
Mons. Pompili ha ricordato che la concordia tra gli Apostoli nel Cenacolo nacque dalla preghiera. Non è l’affinità personale ma l’orazione che crea lo spazio dell’incontro autentico tra gli esseri umani. “La preghiera libera in noi quel principio interiore per cui veniamo in contatto gli uni con gli altri e troviamo indulgenza reciproca”, ha spiegato.
Solo se maturi, liberi e radicati nel silenzio di Dio possiamo diventare strumenti dello Spirito, perché la sua luce si sprigioni anche attraverso i nostri limiti.
La riflessione: gemere nello Spirito per generare vita
Dopo le letture (Gn 11, 1-9; Rm 8, 22-27; Gv 7, 37-39), la meditazione del Vescovo ha richiamato il senso biblico del “gemito”: non un lamento sterile, ma il segno di un processo di nascita, come quello della creazione che soffre in attesa della redenzione.
Ogni atto di responsabilità e gratuità vissuto in nome dell’unità – anche quando costa fatica o sacrificio – è già un’azione nello Spirito, ha sottolineato Pompili, indicando nell’impegno educativo, nella salvaguardia della comunione, nel superamento dell’ego, i segni di una vita che genera novità.
Speranza e corresponsabilità: l’agenda post-sinodale
Nella seconda parte del discorso, il Vescovo ha espresso la volontà di rilanciare il cammino della Chiesa veronese con alcune scelte concrete:
-
Rinnovamento della prassi pastorale
-
Formazione missionaria dei battezzati
-
Corresponsabilità tra laici e clero nella guida ecclesiale
L’obiettivo, entro la prossima Pentecoste, è convocare una vera e propria Assemblea ecclesiale, che coinvolga tutte le componenti del popolo di Dio: uomini e donne, pastori e laici, giovani e anziani, fedeli e lontani.
Un’iniziativa che intende raccogliere le indicazioni del Cammino sinodale italiano, dando attuazione alle “scelte decise insieme” all’insegna della comunione.
L’eredità spirituale: una Chiesa che cammina insieme
Mons. Pompili ha concluso con le parole di papa Leone XIV, che recentemente ha ricordato come la comunione sia il segno autentico dello Spirito Santo nella Chiesa. Un legame che si fonda in Cristo e si concretizza nella fraternità concreta e vissuta: “Camminiamo su un’unica strada, abitiamo nella medesima casa”, ha detto citando San Paolino di Nola.
L’invocazione finale, “O luce beatissima”, è stata il sigillo di una veglia intensa, in cui si è chiesto il dono dello Spirito per attraversare, come Chiesa, le sfide del tempo presente con cuore aperto e unito.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.