Aggredito in un agricampeggio a Villafranca: arrestato un 40enne a Poggibonsi

Il titolare della struttura fu trovato incosciente con gravi ferite alla testa, ora l'accusa è tentato omicidio

Carabinieri

È stato arrestato l’uomo ritenuto responsabile della brutale aggressione avvenuta lo scorso 6 maggio presso l’agricampeggio “Il Tione” di via Arnaldo Porta a Villafranca di Verona. Si tratta di un operaio di 40 anni, di origine slovacca e senza fissa dimora in Italia, sul quale gravano gravi indizi di colpevolezza per tentato omicidio. L’uomo è stato fermato dai carabinieri l’8 maggio a Poggibonsi, in provincia di Siena, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Verona su richiesta della Procura scaligera.

La vicenda ha avuto origine nel primo pomeriggio del 6 maggio, quando Francesco Burlini, 70 anni, titolare dell’agricampeggio noto per l’allevamento di struzzi, è stato trovato privo di sensi accanto al proprio scooter, con una profonda ferita alla testa. Inizialmente si era ipotizzato un incidente stradale, ma già dai primi rilievi e accertamenti clinici è emersa una diversa realtà. Le autorità hanno rapidamente escluso l’eventualità di una caduta accidentale, orientando le indagini verso una violenta aggressione.

Le investigazioni condotte dai carabinieri di Villafranca hanno permesso di ricostruire i momenti antecedenti al ritrovamento del 70enne. L’uomo, in gravi condizioni di salute e ancora non collaborativo, è rimasto ricoverato, ma il suo telefono si è rivelato uno strumento chiave per le indagini. Una volta sbloccato, sono state trovate due fotografie scattate poco prima dell’aggressione: le immagini mostrano chiaramente l’indagato mentre si aggira per l’agricampeggio, impugnando un bastone, elemento compatibile con le lesioni riportate dalla vittima.

Secondo quanto ricostruito, l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di un alterco tra il titolare e l’operaio, che al tempo dei fatti risultava ospite della struttura ricettiva. Le indagini tecniche e testimoniali hanno evidenziato un quadro probatorio ritenuto sufficiente per richiedere la custodia cautelare in carcere, misura che è stata poi disposta dal giudice competente.

L’arrestato è stato trasferito presso la casa circondariale di Siena, a disposizione dell’autorità giudiziaria veronese, che ora dovrà valutare l’intero incartamento probatorio e procedere con gli eventuali sviluppi processuali. Le indagini restano aperte per chiarire tutti i dettagli della vicenda e accertare eventuali responsabilità aggiuntive.

Redazione

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