Nuovo episodio di violenza all’interno del carcere di Montorio, dove un detenuto ha aggredito un agente della polizia penitenziaria, colpendolo al volto con un pugno e provocandone la caduta a terra. Il fatto è avvenuto nella mattinata di domenica 4 maggio e ha reso necessario il trasferimento dell’agente al Pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato un trauma facciale con prognosi di due giorni.
A denunciare pubblicamente l’aggressione è stato il sindacato Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria, che attraverso le parole del segretario Matteo Barbera ha espresso forte preoccupazione per l’ennesima violenza verificatasi nell’istituto veronese. Secondo il sindacato, il detenuto protagonista dell’episodio era già noto per precedenti comportamenti aggressivi, ma ciò non ha impedito un nuovo atto violento.
“È l’ennesimo episodio, e purtroppo non sarà l’ultimo”, ha dichiarato Barbera, sottolineando come la situazione nel carcere di Montorio sia sempre più critica. Il sindacalista ha parlato di un contesto esplosivo, aggravato da sovraffollamento, carenza di personale e frequenti atti di violenza, sia fisica che verbale, ai danni degli operatori penitenziari.
Secondo quanto riferito, le misure introdotte finora dal governo non avrebbero prodotto risultati concreti, lasciando il personale a fronteggiare da solo una crescente insicurezza. Il sindacato ribadisce la necessità di interventi urgenti, non solo per rafforzare la sicurezza interna ma anche per tutelare la salute e l’incolumità degli agenti, spesso esposti a situazioni ad alto rischio senza un adeguato supporto.
Il carcere di Montorio è da tempo al centro dell’attenzione per problemi strutturali e gestionali, con una situazione di sovraffollamento che si protrae da mesi, a cui si aggiungono casi di suicidio tra i detenuti e tensioni costanti tra il personale e la popolazione carceraria. Il recente episodio si inserisce in un contesto già compromesso, alimentando il grido d’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali e dagli operatori del settore, che chiedono risposte chiare e immediate.
Nonostante l’agente ferito sia stato dimesso con una prognosi contenuta, l’episodio rappresenta l’ennesimo segnale d’allarme, in un carcere dove il clima di lavoro è diventato sempre più difficile e pericoloso. Le sigle sindacali chiedono una revisione delle politiche carcerarie e il rafforzamento del personale per prevenire ulteriori aggressioni.
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