Il Veneto è in allarme per l’impennata di decessi sul lavoro registrati nei primi due mesi del 2025. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, da gennaio a febbraio si sono contate 15 morti in ambito lavorativo nella regione, contro le 4 dello stesso periodo nel 2024. Una crescita allarmante, che ha spinto gli esperti a parlare di “tragedia triplicata”.
Verona: due vittime e oltre duemila infortuni
La provincia di Verona ha registrato due decessi nel primo bimestre dell’anno, collocandosi al penultimo posto nella classifica regionale per numero assoluto di vittime, davanti solo a Belluno e Rovigo, che non hanno segnalato alcun caso mortale. Tuttavia, Verona è seconda per numero di denunce di infortunio, con 2.102 segnalazioni, superata solo da Padova (2.145).
L’indice di mortalità veronese, calcolato in base al numero di occupati, è pari a 2,3 morti per milione di lavoratori, inferiore alla media nazionale (4,2) e sensibilmente più basso rispetto a province come Venezia, che con un tasso di 13,6 si colloca tristemente in testa alla graduatoria.
Le attività più a rischio
A livello regionale, i settori più colpiti dagli infortuni in occasione di lavoro risultano essere:
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Manifattura (1.776 casi)
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Costruzioni (597)
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Commercio (535)
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Trasporti e logistica (493)
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Sanità (491)
Le donne lavoratrici hanno presentato 3.710 denunce di infortunio, di cui 3 hanno perso la vita, mentre 8 delle 15 vittime totali erano lavoratori stranieri, un dato che evidenzia le difficoltà e la maggiore esposizione al rischio per queste categorie.
Incidenti in itinere e rischio sommerso
Il report sottolinea inoltre che 11 delle vittime sono decedute durante l’attività lavorativa vera e propria, mentre 4 incidenti si sono verificati “in itinere”, ovvero nel tragitto casa-lavoro. Un aspetto che rende ancora più urgente il rafforzamento delle misure di sicurezza anche al di fuori dell’orario lavorativo standard.
L’allarme dell’Osservatorio Vega
«I dati del primo bimestre 2025 raccontano una realtà inquietante – ha dichiarato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega –. Non solo le morti sono aumentate di oltre il triplo rispetto all’anno scorso, ma anche l’indice di mortalità regionale supera la media nazionale». Il valore per il Veneto si attesta infatti a 4,9 morti per milione di lavoratori, un dato che suggerisce gravi criticità nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Un’urgenza sociale
Dietro ogni numero si cela una tragedia umana e familiare, e il fatto che in un solo bimestre si sia raggiunto il numero di morti di quasi metà anno solare impone una riflessione seria sul tema della prevenzione, formazione obbligatoria e controlli più stringenti.
La situazione del Veneto, e in particolare della provincia di Verona, deve essere letta non solo in termini statistici ma come segnale di un sistema che necessita di investimenti concreti per tutelare la vita dei lavoratori, soprattutto nei settori più esposti.
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