Nuvole di fumo, dispositivi elettronici passati di mano tra studenti, autisti aggrediti e sanzioni quasi simboliche. È questo il quadro che emerge dal trasporto pubblico locale veronese, dove il divieto di fumo a bordo degli autobus, pur espressamente segnalato, viene quotidianamente ignorato. A denunciarlo sono gli autisti dell’Atv, in particolare quelli impegnati nei collegamenti scolastici tra Garda, Legnago, San Bonifacio, Lessinia e Verona città.
Sigarette elettroniche e spinelli: abitudini diffuse tra i giovanissimi
Il problema riguarda principalmente studenti delle scuole superiori, che nei tragitti di rientro accendono sigarette elettroniche e, in alcuni casi, anche marijuana, trasformando l’abitacolo del bus in una vera e propria camera a gas.
“Ogni giorno vedo salire la nube di fumo dallo specchietto retrovisore”, racconta un autista con lunga esperienza alle spalle, colpito in passato da una patologia polmonare. Il personale tenta spesso di intervenire, ma non mancano i casi di reazioni aggressive: insulti, minacce e comportamenti intimidatori sono sempre più frequenti, tanto da costringere in alcuni casi all’interruzione della corsa e all’intervento delle forze dell’ordine.
Quando il richiamo scatena la violenza
“Vai a guidare”, “Torna al tuo posto”, sono le frasi rivolte agli autisti che osano chiedere ai ragazzi di smettere. Solo mostrando il telefono mentre si chiama il 112 si riesce, talvolta, a ristabilire l’ordine. Ma l’intimidazione e il senso d’impotenza restano. Il caso più eclatante si è verificato a gennaio sulla linea 226 della Val d’Alpone, dove un gruppo di adolescenti fumava marijuana a bordo come se fosse la normalità: l’autobus venne fermato e i carabinieri intervennero per le dovute sanzioni.
Le multe? Solo da 2 a 7 euro
Il vero nodo è normativo: il Dpr 753/1980 prevede sanzioni da 2 a 7 euro per chi fuma a bordo. Una cifra irrisoria, che non ha alcun valore deterrente, come ammette la stessa Atv: circa un centinaio di multe all’anno, tutte regolarmente contestate, ma senza alcun impatto concreto sul rispetto delle regole.
L’appello dell’azienda: serve consapevolezza, non solo sanzioni
L’azienda di lungadige Galtarossa sottolinea la propria impotenza, pur avendo affisso in modo evidente i cartelli di divieto e inserito le regole anche sul regolamento interno presente in ogni mezzo. Ma, al di là dei controlli e delle multe, la vera arma dovrebbe essere l’educazione civica, secondo l’azienda.
“Serve una crescita di consapevolezza da parte dei giovani”, si legge nella nota di Atv, mentre i rappresentanti sindacali come Davide Cappellari della Fit Cisl ribadiscono la necessità di tutelare il personale e chiedono misure più incisive da parte della dirigenza.
Sicurezza e salute a rischio
La situazione, secondo gli autisti, è drammaticamente degenerata negli ultimi due anni, complice la diffusione della sigaretta elettronica e una percezione distorta della sua pericolosità. Aromi dolciastri e fumo “meno visibile” inducono a sottovalutare i rischi, ma l’inalazione passiva di vapori contenenti sostanze chimiche può essere dannosa, soprattutto in ambienti chiusi e affollati come un autobus.
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