Le associazioni ambientaliste di Verona si oppongono alla costruzione di nuovi hotel di lusso nel centro storico, chiedendo al Comune di sospendere i progetti legati al vecchio Piano degli Interventi fino all’approvazione del nuovo Piano di assetto del territorio (Pat). L’appello arriva da diversi comitati cittadini, tra cui Legambiente Verona, Italia Nostra Verona e Coalizione Clima Verona, preoccupati per il consumo di suolo e la trasformazione del paesaggio urbano.
Secondo gli ambientalisti, il vigente Pat ha favorito operazioni speculative, con il risultato di creare grandi strutture commerciali fallimentari e aree urbane degradate. La discussione sul nuovo piano è vista come un’opportunità per rivedere le politiche urbanistiche, ma alcune decisioni dell’amministrazione attuale sembrano ancora legate a strategie passate.
Uno dei punti più contestati riguarda la trasformazione del Quadrilatero nel centro storico. Gli immobili tra Via Garibaldi, Via Emilei, Via San Mamaso e Via Sant’Egidio, lasciati vuoti dal trasferimento di Unicredit, potrebbero diventare un hotel di lusso. Per le associazioni, questa scelta non sarebbe coerente con gli obiettivi del nuovo piano urbanistico, che dovrebbe puntare su sostenibilità e partecipazione cittadina.
Un altro progetto criticato è quello della Marangona, un’area agricola di 150 ettari destinata alla logistica, nonostante il Comune abbia annunciato la revisione del Pat. Gli ambientalisti chiedono un vero cambio di passo, con maggiore coinvolgimento della cittadinanza e la sospensione di progetti in deroga alle attuali norme.
Le associazioni si dicono pronte a collaborare con il Comune per migliorare la qualità della vita urbana, promuovendo politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei.
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