Ottantadue anni fa, nel gennaio del 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, si concludeva una delle battaglie più drammatiche per l’esercito italiano: la battaglia di Nikolajewka. Gli Alpini italiani, in condizioni disumane, affrontavano il gelo della steppa russa, con temperature estreme che raggiungevano i -20 gradi di giorno e i -40 durante la notte. La ritirata dalla Russia costò un prezzo altissimo: il corpo degli Alpini subì le maggiori perdite, con circa 41.000 uomini, pari al 60% degli effettivi, che persero la vita tra i ghiacci.
Per onorare questo sacrificio e preservarne la memoria, è stata istituita la Giornata Nazionale della Memoria e del Sacrificio degli Alpini, fissata al 26 gennaio grazie alla legge 44/2022. Questa giornata, oltre a ricordare le tragiche vicende del passato, rappresenta un momento di riflessione sui valori di solidarietà, sacrificio e pace.
Le commemorazioni a Verona: un tributo sotto la pioggia
Nella città di Verona, il Sacrario Militare situato nel Cimitero Monumentale ha ospitato le principali celebrazioni. L’evento è iniziato con una messa officiata dal cappellano sezionale don Rino Massella, seguita dalla cerimonia al Tempio Ossario del Sacrario Militare. Presenti il presidente dell’ANA Verona, Maurizio Trevisan, accompagnato da una delegazione di consiglieri sezionali, il sindaco Damiano Tommasi, il consigliere provinciale Luca Trentini, il consigliere regionale Alberto Bozza, oltre a diverse autorità civili e militari.
La commemorazione ha coinvolto non solo il capoluogo, ma anche l’intera provincia, con numerose cerimonie organizzate presso i monumenti ai Caduti nei vari comuni del veronese.
Un messaggio di pace e solidarietà
“Questa giornata non è una festa, ma un momento di riflessione profonda”, ha dichiarato il presidente dell’ANA Verona, Maurizio Trevisan. “Gli Alpini e tutti i soldati italiani che hanno affrontato la ritirata di Russia ci insegnano valori umani e morali straordinari: la capacità di sacrificarsi per il bene comune, la solidarietà tra compagni e la forza di affrontare anche le avversità più estreme. È un monito per le generazioni future, affinché comprendano il prezzo della guerra e il valore inestimabile della pace”.
Trevisan ha anche sottolineato l’impegno attuale degli Alpini veronesi, che, attraverso migliaia di ore di volontariato e attività di protezione civile, continuano a incarnare il loro senso del dovere verso la comunità. La legge istitutiva della Giornata non si limita infatti a ricordare il passato, ma celebra anche il ruolo sociale e solidale degli Alpini in tempo di pace.
Il Sacrario Militare: custode della memoria
L’apertura del Sacrario Militare è resa possibile grazie a un protocollo d’intesa tra il Commissariato generale per le onoranze ai caduti, l’Agec, il Comune di Verona, l’ANA nazionale e la sezione veronese dell’ANA. I gruppi locali degli Alpini garantiscono a turno l’accesso e le visite guidate, mantenendo vivo il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per il Paese.
Un tributo che non dimentica il passato e ispira il presente: la memoria degli Alpini è un patrimonio collettivo che ci invita a riflettere sui valori fondamentali della pace e della solidarietà.
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