Serata di terrore mercoledì 23 gennaio 2025 nella gioielleria Grielli di Santa Maria di Zevio, in provincia di Verona. Cinque rapinatori armati e con il volto coperto da passamontagna hanno messo a segno un colpo ingentissimo, con un bottino stimato tra i 700 e gli 800mila euro. La rapina, avvenuta poco prima delle 19, ha visto anche momenti di violenza: il figlio della titolare è stato colpito dai banditi ed è finito in ospedale.
La dinamica dell’assalto
Uno dei rapinatori, travestito da donna, ha suonato il campanello della gioielleria fingendo di essere un cliente. Aperta la porta, il resto della banda è entrato armato di fucile e pistola. All’interno del negozio si trovavano la titolare, il figlio, la madre anziana e tre clienti, tra cui una donna con la figlia e un’amica, entrambe minorenni.
Il figlio della titolare ha reagito nel tentativo di opporsi alla rapina, ma è stato brutalmente aggredito e ferito alla testa. Trasportato in ospedale, ha riportato un taglio profondo, ma non sarebbe in pericolo di vita. Una delle clienti, sotto shock, ha avuto un malore ed è stata anch’essa soccorsa e condotta in ospedale.
Indagini in corso
Questa mattina, 24 gennaio, i carabinieri hanno ritrovato l’auto utilizzata per la fuga: si tratta di una Fiat Doblò risultata rubata, abbandonata nelle vicinanze del luogo della rapina. Le indagini, condotte dalla Compagnia di San Bonifacio in collaborazione con il Nucleo Investigativo di Verona, si concentrano ora sull’identificazione dei responsabili. L’analisi della scena del crimine, supportata dalla Sezione Investigazioni Scientifiche, potrebbe fornire elementi utili per risalire ai rapinatori.
Un bottino da capogiro
Secondo le prime stime, i rapinatori si sono impossessati di gioielli, orologi e altri preziosi per un valore complessivo compreso tra i 700 e gli 800mila euro. Il colpo rappresenta uno dei più gravi episodi di criminalità registrati nella zona negli ultimi anni.
La paura dei presenti
Il drammatico episodio ha lasciato i testimoni profondamente scossi. Il terrore provato dai clienti, tra cui due ragazze minorenni, e l’aggressione subita dal figlio della titolare hanno acceso i riflettori sulla sicurezza dei piccoli esercizi commerciali, spesso bersaglio di rapine.
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