È ufficiale: il centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Verona sarà trasferito a Lugagnano, nel comune di Sona, presso l’hotel Antico Termine. La decisione è stata formalizzata dal prefetto Demetrio Martino, completando una procedura avviata mesi fa e accompagnata da polemiche e proteste politiche.
Da Verona a Lugagnano: il motivo del trasferimento
Il trasferimento non riguarda l’apertura di un nuovo Cas, ma lo spostamento del centro precedentemente situato all’hotel Monaco, nella zona industriale di Verona (Zai). La struttura veronese è stata infatti ceduta a nuovi proprietari che destineranno l’edificio a scopi diversi. Il nuovo Cas accoglierà circa 100 richiedenti asilo, come confermato dalla cooperativa Spazio Aperto, responsabile della gestione.
La comunicazione ufficiale è giunta ieri al Comune di Sona, che nei mesi scorsi aveva manifestato il proprio dissenso per la mancanza di coinvolgimento nella decisione. Il sindaco, Gianluigi Dalla Valentina, ha sottolineato come la situazione sia stata monitorata a lungo per tutelare gli interessi della comunità locale, pur riconoscendo la necessità di affrontare la questione dell’accoglienza in una prospettiva nazionale e internazionale.
Misure di controllo e monitoraggio
Per garantire una convivenza serena, sono state annunciate diverse misure di sicurezza e controllo nella zona. Tra queste, un potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di una telecamera di videosorveglianza in via Stazione e un’intensificazione della presenza di polizia locale e carabinieri della stazione di Sommacampagna.
Il sindaco Dalla Valentina ha anche dichiarato che verrà esaminata la documentazione firmata dal prefetto per valutare la possibilità di un eventuale ricorso contro la procedura. Tuttavia, ha espresso fiducia nella collaborazione della comunità e nella gestione del nuovo Cas, ricordando che nell’hotel Monaco non si erano mai registrate situazioni di degrado durante i sopralluoghi effettuati.
Preoccupazioni e reazioni della comunità
Nei mesi scorsi, la prospettiva del trasferimento aveva scatenato proteste da parte di alcune frange politiche, in particolare dell’estrema destra, e sollevato preoccupazioni tra i residenti. Un consiglio comunale aperto, tenutosi a novembre, ha contribuito a rasserenare gli animi, spiegando le ragioni del trasferimento e le misure adottate per garantire sicurezza e decoro.
«Confido nel buon senso e nella comprensione di tutti, perché manifestazioni e barricate non risolvono nulla. La gestione delle migrazioni va oltre l’ambito comunale o provinciale: è una responsabilità nazionale e internazionale», ha dichiarato Dalla Valentina, invitando la comunità a collaborare.
Un trasferimento sotto stretta vigilanza
Il trasferimento del Cas all’hotel Antico Termine rappresenta una sfida per la comunità di Lugagnano, ma anche un’opportunità per dimostrare come l’accoglienza possa essere gestita in modo organizzato e dignitoso. Le misure messe in campo puntano a garantire un’integrazione serena, senza impatti negativi sul territorio.
Resta da vedere se, nelle prossime settimane, le tensioni già manifestate si placheranno definitivamente o se emergeranno ulteriori criticità. Intanto, il Comune di Sona promette di vigilare attentamente sulla situazione e di mantenere un dialogo costante con i cittadini.
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E’ la proprietà ad aver dato la disponibilità al prefetto