Una scena drammatica si è consumata al Ranch Crimaro, nei pressi di Isola Rizza, dove la capretta Artù, mascotte amata dai bambini del maneggio, è stata sbranata dai lupi. Artù, che aveva cinque anni, era diventata un simbolo del ranch e una presenza affettuosa per i più piccoli.
L’attacco nella notte di Capodanno
L’incursione è avvenuta tra il 30 e il 31 dicembre. Due lupi, secondo le prime ricostruzioni, avrebbero scavalcato la recinzione del ranch, attaccando la capretta. I titolari, accorsi al mattino, hanno trovato Artù ferita gravemente, ma nonostante l’intervento immediato di un veterinario, le ferite riportate – morsi profondi al collo e all’addome – si sono rivelate letali.
Impronte di lupo ben visibili nel terreno circostante hanno confermato la presenza dei predatori.
Cresce l’allarme tra i residenti
L’episodio ha riacceso la preoccupazione nella comunità locale, già allarmata per le predazioni segnalate negli ultimi mesi nei dintorni di Verona. Avvistamenti di lupi nei pressi delle abitazioni, come quello documentato a Chievo, stanno contribuendo a creare un clima di apprensione tra i cittadini.
Il Comune di Isola Rizza ha diffuso un messaggio sui social, confermando l’attacco:
“Confermata aggressione ed uccisione di una capra in zona Merle causata da lupi. Si raccomanda la massima prudenza, soprattutto per gli animali domestici.”
Un equilibrio difficile tra fauna selvatica e sicurezza
La crescente presenza di lupi in aree abitate sta sollevando domande sulla sicurezza degli animali domestici e del bestiame, spingendo i residenti a chiedere misure per proteggere il territorio. La comunità si interroga su come gestire questa convivenza con i predatori, cercando un equilibrio tra la tutela della fauna selvatica e la sicurezza delle attività agricole e zootecniche locali.
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