In occasione del 61° anniversario del disastro del Vajont, il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha ricordato oggi una delle più grandi tragedie della storia italiana, che colpì duramente Longarone (Belluno), lasciando morte e distruzione. “Il 9 ottobre è una data indelebile nelle nostre menti” ha affermato Zaia, “un giorno in cui ricordiamo le quasi 2000 vite spezzate, tra cui 487 bambini, in quella che è stata la tragica catastrofe del Vajont. Non si tratta di una semplice commemorazione, perché il dolore è ancora profondamente radicato nelle famiglie e nella comunità: è una ferita che rimane aperta per il nostro territorio”.
Zaia ha poi sottolineato la resilienza di Longarone, oggi un centro industriale di grande importanza per la regione Veneto. “I suoi abitanti, pur immersi in un dolore inimmaginabile, hanno mostrato il coraggio e la tenacia che contraddistinguono il popolo veneto. Grazie al lavoro, fondamento della nostra vita comunitaria, hanno saputo rialzarsi e ricostruire, nonostante le difficoltà, le perdite incolmabili e la lunga battaglia per ottenere giustizia”.
Il presidente ha inoltre ricordato che, nonostante i lunghi e complessi procedimenti legali, il governo ha deciso di mantenere l’archivio processuale nella terra che ha visto tale distruzione. “Questa decisione non allevia il dolore, ma rappresenta un importante riconoscimento per i sopravvissuti e per l’intera comunità” ha dichiarato. “Dopo il Cimitero monumentale di Fortogna, l’archivio giudiziario resta un simbolo morale fondamentale di questa tragedia”.
Concludendo, Zaia ha sottolineato come il nome Vajont continui a essere evocato ogni volta che si affrontano le nuove sfide del rapporto tra uomo e natura.
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