Nel 2022, il Veneto ha registrato una retribuzione media lorda di 23.691 euro, collocandosi appena al di sotto delle regioni più produttive d’Italia. Il gap rispetto a Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna è dovuto principalmente alla differente struttura economica, con una predominanza di piccole e medie imprese (PMI) nel Veneto, che garantiscono comunque buone performance ma non raggiungono i livelli di remunerazione delle grandi industrie presenti in altre regioni. In Lombardia, il salario medio annuo è di 28.354 euro, in Emilia Romagna di 24.593 euro, e in Piemonte di 24.549 euro.
A livello nazionale, la media delle retribuzioni lorde è di 22.839 euro, il che colloca comunque il Veneto sopra la media, ma al di sotto di queste tre regioni leader.
La situazione a Verona e nelle altre città del Veneto
Verona si posiziona al quarto posto in Veneto, con una retribuzione media annua di 23.446 euro, cifra che la colloca al 28º posto tra le città italiane. A guidare la classifica regionale sono Vicenza, Padova e Treviso, dove i lavoratori godono di salari leggermente più alti: Vicenza, con 24.842 euro, è la provincia con le buste paga più elevate, seguita da Padova (24.613 euro) e Treviso (24.528 euro).
Retribuzioni e giornate lavorative
Nonostante il Veneto occupi il terzo posto nazionale per numero di giornate lavorative medie annue, con 254,9 giorni, la regione è ancora dietro a Lombardia (257,6 giorni) e Piemonte (255,1 giorni). Anche in questo ambito, Vicenza si distingue in regione con 262,6 giorni medi lordi retribuiti all’anno, seguita da Padova (261,9 giorni) e Treviso (261,6 giorni). Verona, invece, si ferma a 250,4 giorni, mantenendo comunque una posizione di rilievo rispetto alla media regionale.
Il divario produttivo
Il divario retributivo del Veneto rispetto ad altre regioni è collegato alla produttività del lavoro, ovvero al valore aggiunto per ora lavorata. In Veneto, questo valore è di 38,6 euro per ora, in linea con il Piemonte, ma inferiore a quello di Lombardia (45,7 euro) ed Emilia Romagna (41,5 euro). Le ragioni di questo divario sono legate alla presenza di settori industriali ad alto valore aggiunto in regioni come il Piemonte e l’Emilia Romagna, dove operano aziende nei settori dell’automotive, meccanica e biomedicale. In Veneto, invece, la prevalenza di PMI garantisce stabilità e buoni risultati, ma non consente di raggiungere i picchi di remunerazione delle grandi industrie.
Un Veneto ancora competitivo
Nonostante la distanza dalle regioni sul podio, il Veneto continua a essere una regione con buone performance economiche e produttive. Il sistema delle PMI è uno dei più solidi in Italia, e sebbene non garantisca stipendi ai livelli delle grandi multinazionali lombarde o delle industrie ad alta produttività del Piemonte e dell’Emilia Romagna, rappresenta un tessuto economico vitale e in crescita.
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