Un uomo veronese di 71 anni, noto come Andrea D., è stato condannato a un anno e tre mesi per truffa ai danni di una delle due donne che aveva ingannato. Il “rubacuori” ha approfittato della vulnerabilità emotiva delle sue vittime, portandole a fidarsi di lui e a consegnargli ingenti somme di denaro. Tra cene a Parigi e fine settimana in Costa Azzurra, ha promesso investimenti lucrativi che non si sono mai concretizzati.
Andrea D. ha utilizzato una strategia ben collaudata: conquistava la fiducia delle donne con gesti affettuosi e promesse di amore eterno, lasciando persino i suoi effetti personali nelle loro case per aumentare la loro sicurezza. Le vittime, una imprenditrice e una poliziotta, si sono fidate di lui, consegnandogli rispettivamente 365.000 e 200.000 euro.
La truffa e la sentenza
La prima truffa risale al periodo tra il 2011 e il 2016, quando Andrea D. ha convinto una delle donne a dargli 365.000 euro con la promessa di investimenti in titoli di società. Nonostante gli investimenti promessi, la donna non ha mai ricevuto alcun ritorno economico e, alla fine della relazione, ha chiesto la restituzione del denaro. Andrea D. ha fornito scuse di investimenti falliti, ma senza mai produrre prove concrete.
La seconda truffa è avvenuta nel 2017, quando ha convinto un’altra donna a consegnargli 200.000 euro, garantendo un interesse dell’8,5% in tre anni. L’ha portata in ristoranti di lusso e hotel da sogno, pagando tutto con i soldi della vittima, e promettendo una vacanza a Miami in una villa inesistente. Poco prima della partenza, le ha lasciato una lettera in cui annunciava il suo suicidio, sparendo senza restituire il denaro.
Il giudizio e le conseguenze
Il giudice Peter Michaeler ha condannato Andrea D. a un anno e tre mesi di reclusione e ha disposto una provvisionale di 237.000 euro a favore della donna tutelata dall’avvocato Stefano Casali. La difesa di Andrea D., rappresentata dall’avvocato Federico Lugoboni, ha sostenuto che l’uomo soffre di un disturbo bipolare che lo avrebbe reso incapace di comprendere la gravità delle sue azioni. Tuttavia, il denaro non è mai stato restituito.
Le storie parallele delle due donne sono emerse quando si sono rese conto di essere state ingannate dallo stesso uomo. Andrea D. aveva scritto loro la stessa lettera di addio, dichiarando l’intenzione di suicidarsi. Nonostante la condanna, una delle due truffe è caduta in prescrizione, limitando la giustizia solo a una delle vittime.
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