Sono partiti ieri a Cologna Veneta i lavori di chiusura degli accessi al complesso delle Cappuccine e alla chiesa di San Pietro, frequentemente vandalizzati e in stato di grave instabilità a causa del crollo parziale del tetto. L’intervento si è reso necessario dopo l’ultima incursione di due youtuber, accompagnati da un terzo giovane residente nella zona, che hanno pubblicato un video esplorativo dei locali e delle tombe delle suore, destando scalpore e preoccupazione. Il video, che mostrava immagini macabre dei resti umani, ha ricevuto numerosi like e commenti, ma ha anche attirato l’attenzione delle autorità.
Chiusura degli accessi e provvedimenti legali
Per contrastare le frequenti violazioni, i proprietari hanno deciso di rafforzare le misure di sicurezza, superando i soliti lucchetti e reti da cantiere facilmente danneggiabili. L’azienda socio-sanitaria ha chiuso le porte del piano terra e del primo piano con pannelli di legno, bloccando il portico che dà su via Papesso. L’obiettivo è impedire ulteriori incursioni in un sito che rappresenta un pericolo per chiunque vi acceda illegalmente.
Reazioni e interventi istituzionali
Il video, pubblicato circa dieci giorni fa, ha generato una reazione indignata da parte del sindaco Manuel Scalzotto, che nel suo discorso settimanale ha condannato l’accaduto e invitato i cittadini a rispettare il luogo. Le immagini del giovane youtuber che esamina i resti umani sono state segnalate alla Soprintendenza per archeologia belle arti e paesaggio di Verona dall’Ispettore onorario Gianni Rigodanzo. Rigodanzo ha denunciato il continuo degrado del complesso seicentesco e le ripetute intrusioni di gruppi di persone interessate a luoghi abbandonati.
Azioni legali in corso
La casa di riposo Domenico Cardo ha incaricato l’avvocato Fabio Dal Seno di valutare la possibilità di una denuncia contro gli autori dell’incursione. Sebbene il video sia stato rimosso da YouTube, il problema persiste poiché il contenuto potrebbe essere stato scaricato e visto da milioni di persone. Le autorità locali, compresi i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, sono state informate dell’accaduto.
Ulteriori interventi necessari
Oltre a bloccare gli accessi, rimane da affrontare la questione della protezione delle ossa e dei teschi sotto il pavimento dell’oratorio. La lapide che sigillava la cripta è stata rotta mesi fa da cercatori di gioielli, esponendo i resti a ulteriori violazioni. Il presidente dell’Ipab, Luca Bellini, ha spiegato che la tomba verrà chiusa di nuovo, ma l’intervento richiede l’autorizzazione dei Vigili del fuoco a causa della pericolosità dell’edificio.
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