Fine del progetto Sistema delle Tangenziali Venete

Il Tar del Veneto ha bloccato il progetto di finanza che mirava a unire le tangenziali di Verona, Vicenza e Padova, garantendo così la preservazione del territorio di Soave.

Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Veneto ha messo definitivamente la parola fine al progetto Sistema delle Tangenziali Venete (Sitave), che prevedeva la costruzione di un viadotto per unire le tangenziali di Verona, Vicenza e Padova. La decisione ha portato sollievo al sindaco di Soave, Matteo Pressi, e agli abitanti del comune, preoccupati per l’impatto ambientale e sociale che l’opera avrebbe avuto.

Il progetto di finanza, presentato dalle imprese Mantovani e Pizzarotti, era stato concepito per alleggerire il traffico sull’autostrada A4. Nel Veronese, il piano prevedeva la costruzione di un viadotto alto oltre 20 metri che sarebbe partito da Peschiera del Garda fino al confine con la provincia di Vicenza. Questo viadotto avrebbe attraversato l’area di Soave, minacciando le abitazioni di 25 famiglie e alterando significativamente il paesaggio della cittadina.

Il sindaco di Soave, Matteo Pressi, ha espresso grande soddisfazione per la decisione del Tar, sottolineando l’importanza della sentenza per la protezione del territorio. Pressi ha dichiarato che l’eventuale costruzione del viadotto avrebbe rappresentato una “devastazione del territorio” e un rischio per le bellezze naturali e paesaggistiche di Soave e dintorni. Il Comune di Soave, insieme a quello di San Bonifacio, si è battuto contro il progetto dal 2010, vedendo finalmente riconosciute le proprie ragioni.

La decisione del Tar del Veneto rappresenta un importante successo per i comuni dell’Est Veronese, che temevano le conseguenze ambientali e sociali del progetto Sitave. Il supporto della Regione Veneto è stato fondamentale per raggiungere questo risultato, con il presidente Luca Zaia e la sua vice, Elisa De Berti, che hanno sostenuto attivamente i comuni coinvolti nella battaglia legale.

Se non ci saranno ricorsi e ribaltamenti della sentenza in Consiglio di Stato, la vicenda del Sitave può considerarsi definitivamente chiusa. Il risultato ottenuto dimostra l’importanza della collaborazione tra enti locali e regionali nella tutela del territorio e delle comunità. La sentenza del Tar del Veneto rappresenta un precedente significativo per la difesa del paesaggio e della qualità della vita nelle aree interessate da progetti infrastrutturali di grande impatto.

Redazione

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