Divieto di fumo all’aperto, reazioni miste tra i gestori dei locali a Verona

Gestori veronesi si dividono sul divieto di fumare nei plateatici: tra consenso e resistenze

Sigaretta

Verona si trova al centro di un acceso dibattito riguardante l’introduzione di divieti di fumo anche negli spazi all’aperto dei locali, una mossa già applicata con successo a Garda. Questa decisione pionieristica, prima del suo genere in Veneto e forse in Italia, ha suscitato diverse reazioni tra i proprietari di ristoranti e bar della storica città. Mentre alcuni accolgono favorevolmente il divieto, altri lo vedono come un’inutile complicazione.

La recente ordinanza di Garda proibisce il fumo in tutte le sue forme, inclusi i dispositivi elettronici, nelle aree esterne come plateatici e spazi esterni di esercizi commerciali. Questo provvedimento ha stimolato una riflessione simile a Verona, dove il fumo nei locali interni è vietato da quasi due decenni, ma le aree esterne erano rimaste finora escluse.

Markus, gestore del ristorante Monpierre, si oppone all’introduzione di nuovi regolamenti: “Non sentiamo la necessità dell’ennesima ordinanza che aggiunga oneri. Ci si regola con il buonsenso”, afferma, sottolineando che i dispositivi come le sigarette elettroniche non creano disturbo né sporcizia.

Al contrario, Michael Cortelletti, a capo di più locali nel cuore di Verona, sostiene il divieto, pur con riserve. “Nei centri i plateatici sono sempre più diffusi e i tavoli spesso molto fitti. Il fumo di pipa e sigaro impatta davvero molto”, dice Cortelletti, proponendo che simili restrizioni siano regolate a livello nazionale per evitare confusione tra i turisti.

L’approccio di Garda, benché innovativo, solleva questioni relative all’uniformità delle normative in differenti aree, influenzando non solo la clientela locale ma anche quella internazionale. “In Germania, attualmente, è permesso fumare all’aperto e non mi risulta che ci siano in discussione e in vista restrizioni”, aggiunge Cortelletti, che ha anche la cittadinanza tedesca.

Questa situazione evidenzia una divisione non solo tra i gestori ma anche in termini di aspettative e normative culturali, rendendo il dibattito sul fumo un tema sempre attuale e spesso divisivo.

Redazione

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