Venerdì scorso, presso il quartier generale del Suem 118, si è tenuta una cerimonia per dedicare una targa commemorativa a Giuseppe Castellarin, pioniere del servizio di emergenza a Verona. Nel 1987, Castellarin, assieme ai suoi colleghi Pinter e Cucci, fu uno dei principali artefici della nascita di Verona Emergenza.
Le origini di questa innovativa iniziativa risalgono a giugno 1986, quando, su incarico dell’allora presidente dell’Ulss 25, Castellarin fu chiamato a coordinare e strutturare i servizi di emergenza. La sua visione includeva lo sviluppo di protocolli specifici per le strutture sanitarie e le organizzazioni di volontariato, migliorando così la raccolta e il trasporto dei pazienti in situazioni critiche. Un contributo significativo di Castellarin fu l’introduzione della stabilizzazione dei parametri vitali durante il trasporto, elevando l’efficacia dell’intervento di soccorso.
Questa iniziativa fu tra le prime del suo genere in Italia, portando alla creazione dell’attuale Centrale Operativa Suem 118, istituita dalla Regione Veneto nel 1992. Presenti alla cerimonia di scoprimento della targa c’erano il direttore generale, Callisto Marco Bravi, il direttore dell’UOC Suem 118,Adriano Valerio, i figli di Castellarin—Marco, Gianluca e Matteo—con le loro famiglie, la moglie Marzia Strabbioli, e il cappellano di Borgo Roma, Don Gianni Naletto.
L’importanza del ricordo come ponte verso il futuro è stata sottolineata da Valerio, che ha elogiato la lungimiranza di Castellarin nell’aver anticipato un sistema organizzato di emergenza-urgenza anni prima dell’adozione di una normativa nazionale. L’impegno di Castellarin è stato fondamentale per posizionare Verona all’avanguardia nel panorama dell’assistenza di emergenza in Italia.
I figli di Castellarin hanno condiviso ricordi personali e professionali del lavoro del padre, enfatizzando come la sua visione e dedizione abbiano lasciato un’impronta indelebile nel settore. La cerimonia è stata anche l’occasione per riflettere sull’evoluzione continua dei servizi di emergenza, come evidenziato da Bravi, che ha parlato di future integrazioni tra le centrali operative e l’importanza della formazione specialistica in medicina d’urgenza.
La cerimonia si è conclusa con un riconoscimento dell’importanza di preservare la memoria delle figure chiave nella storia della medicina d’urgenza, garantendo che il loro contributo non venga dimenticato e possa ispirare le future generazioni nel campo.
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