Scoperta storica a Albaredo, emergono resti dell’età del bronzo

Un'incredibile necropoli viene alla luce durante gli scavi per una nuova lottizzazione

In un contesto paesaggistico dominato dall’argine sinistro del fiume Adige, la città di Albaredo si è recentemente rivelata un autentico scrigno di tesori archeologici, con la scoperta di una necropoli risalente all’Età del Bronzo. Questo ritrovamento, emerso in seguito all’autorizzazione comunale per la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale, ha sollevato un’ondata di emozione e interesse non solo tra gli addetti ai lavori ma anche tra i residenti della Bassa veronese.

La sorpresa di questa scoperta si aggiunge a una serie di ritrovamenti precedenti che hanno caratterizzato Albaredo come una delle aree più ricche di reperti di antiche civiltà nel Nord Italia. La necropoli di Desmontà, ad esempio, aveva già restituito 440 tombe durante vent’anni di scavi, consolidando l’importanza storica del territorio.

La scoperta di un passato remoto

Il cantiere della futura zona residenziale si è trasformato in un campo di ricerca storica quando, a pochi centimetri dalla superficie, è stato disotterrato lo scheletro di una giovane donna del Bronzo, insieme a un corredo funebre che includeva un ago per cucire e un pettinino in osso, simboli potentemente evocativi del passato. Questi oggetti, oltre ad avere un alto valore archeologico, offrono spunti significativi sulla vita quotidiana e le pratiche funerarie di quel tempo.

Le successive esplorazioni dell’area hanno rivelato la presenza di altri siti archeologici, compresi resti di combustione e ossa umane, testimonianza delle pratiche funebri dell’epoca, e di pozzetti votivi e pozzi di scarico materiali, che indicano l’esistenza di una comunità stanziale, non limitata a un semplice uso cimiteriale del luogo.

Un tesoro inesauribile di informazioni

Tra i reperti emersi, spicca un’umbone, parte di uno scudo, finemente decorato, che testimonia le abilità artigianali e le pratiche belliche delle antiche popolazioni albaretane. Questo oggetto, insieme ad altri ritrovamenti come una pietra circolare probabilmente usata per affilare lame, suggerisce l’esistenza di un abitato vicino alla necropoli, arricchendo ulteriormente il profilo storico e culturale della zona.

Questi ritrovamenti aprono nuovi orizzonti di ricerca e studio, promettendo di ampliare significativamente la nostra comprensione delle civiltà che hanno abitato le rive dell’Adige. L’estensione della bonifica archeologica, supportata da adeguati finanziamenti, sarà cruciale per continuare a esplorare questo ricco patrimonio storico.

Redazione

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