Liste d’attesa nella sanità veneta: interventi e strategie della Regione

Regione Veneto adotta misure straordinarie per ridurre le liste d'attesa, incentivando oculisti e dermatologi

In un contesto segnato da persistenti liste d’attesa nei servizi sanitari, la Regione Veneto ha deciso di intraprendere un percorso innovativo e decisivo. Di fronte alla carenza di specialisti, in particolare oculisti e dermatologi, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, ha varato una serie di misure straordinarie volte a stimolare l’adesione di medici e personale sanitario attraverso un’offerta di remunerazione allettante. Questa iniziativa mira a un intervento rapido ed efficace per far fronte all’urgenza rappresentata dalle lunghe attese per visite specialistiche.

Con una remunerazione oraria che può raggiungere i 100 euro lordi per il personale medico, 60 euro per il personale del comparto sanitario e 40 euro per gli specializzandi, la Regione si propone di attrarre professionisti qualificati per incrementare l’offerta di servizi in ambito dermatologico e oculistico. La misura, inedita nel panorama sanitario regionale, segue il successo ottenuto da Azienda Zero nel reclutamento di medici per i Pronto Soccorso, che ha visto 212 adesioni per 160 posti disponibili.

La decisione di adottare un approccio così diretto e incentivante è stata mossa dalla constatazione dell’impossibilità di soddisfare le esigenze tramite le risorse umane interne e dall’assenza di graduatorie valide per concorsi o avvisi pubblici. Di fronte a questa situazione, la Regione Veneto ha optato per l’introduzione di contratti di lavoro autonomo per gli specialisti, finalizzati esclusivamente al recupero delle liste d’attesa per il 2024.

Ad oggi, i numeri parlano chiaro: seimila prime visite dermatologiche e quattordicimila prime visite oculistiche sono in attesa di essere assegnate, con la maggioranza in priorità P (entro 90 giorni). Questo scenario rende palpabile l’urgenza di risposte rapide ed efficaci. L’adozione di questa strategia da parte della Regione Veneto segna un momento di svolta nel tentativo di risolvere una problematica cronica del sistema sanitario regionale, offrendo al contempo opportunità professionali uniche per medici e personale sanitario.

Redazione

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