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Amputazione bilaterale: due mani reimpiantate con successo a Verona

Un risultato unico nella storia della chirurgia delle mani che dimostra il livello di eccellenza della sanità veneta.

Nel campo della chirurgia delle mani, un evento straordinario ha recentemente avuto luogo a Verona. Un uomo proveniente da Vicenza ha subito l’amputazione netta di entrambe le mani a causa di un incidente con un macchinario per lavorare il legno. Tuttavia, grazie all’intervento di un team medico altamente specializzato, entrambe le mani sono state reimpiantate con successo.

L’intervento è stato un evento unico nella storia della chirurgia delle mani, con soli quattro casi simili documentati in tutto il mondo fino a oggi. Il quinto caso ha avuto luogo presso l’Unità di Chirurgia della Mano dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) di Verona, sotto la direzione del dottor Massimo Corain.

La complessità di tale operazione risiede nel fatto che la microchirurgia deve ricostruire l’intero arto amputato, dai tessuti ossei alla pelle, dai tendini alla vascolarizzazione, fino alle componenti neurochirurgiche. Il paziente è stato sottoposto a un intervento di sette ore, con quattro microchirurghi che hanno lavorato simultaneamente su entrambe le mani.

La tempestività dell’intervento è stata fondamentale, poiché l’amputazione bilaterale richiede una celerità estrema. Il paziente è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Vicenza e poi trasferito a Verona, dove è stato immediatamente preparato per l’operazione. La catena di soccorso, dal Suem 118 all’arrivo nella sala operatoria, ha funzionato perfettamente, consentendo un intervento tempestivo.

Dopo l’intervento, il paziente è rimasto ricoverato per quattro settimane per ricevere le cure necessarie e monitorare eventuali complicanze vascolari o infettive. Successivamente, è stato trasferito in un reparto di rieducazione funzionale per iniziare il processo di recupero della funzionalità delle mani, il quale potrebbe richiedere fino a 7 o 8 mesi.

L’eccezionale successo dell’intervento è stato celebrato dall’assessora regionale alla sanità, Manuela Lanzarin, dal direttore generale dell’Aoui di Verona, Callisto Marco Bravi, dal dottor Massimo Corain e da altri membri dell’equipe medica. Questo risultato straordinario dimostra l’alto livello di eccellenza della sanità veneta e la capacità di affrontare sfide mediche complesse.

La chirurgia della mano a Verona ha una lunga tradizione di successo, risalente al 1978 quando il professor Landino Cugola fu pioniere nell’eseguire il primo reimpianto di mano in Italia. Oggi, il centro veronese è riconosciuto a livello nazionale e attrae pazienti da fuori regione. La reimpiantazione bilaterale delle mani è un intervento straordinario che dimostra quanto la medicina moderna sia in grado di raggiungere risultati eccezionali grazie a team altamente qualificati e alla tecnologia avanzata.

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