Verona Tomorrow
Accedi
Cerca
Close this search box.

Case di riposo a Verona: liste d’attesa troppo lunghe e rette salate

I sindacati dei pensionati veronesi di Cgil, Cisl e Uil chiedono un intervento della Regione Veneto: «Aumenti le risorse del fondo per la non autosufficienza»

Le case di riposo in Veneto stanno affrontando sfide significative, tra cui l’aumento delle rette e le lunghe liste d’attesa, mettendo a dura prova le famiglie e gli anziani in cerca di assistenza. I sindacati dei pensionati di Verona, rappresentati da Cgil, Cisl e Uil, stanno sollevando la questione e chiedendo un intervento urgente da parte della Regione Veneto per migliorare la situazione.

Aumenti delle rette e liste d’attesa

Il prossimo anno porterà un nuovo aumento delle rette nelle case di riposo del Veneto, rendendo il servizio ancora meno accessibile per le famiglie. Questo è particolarmente evidente nella provincia di Verona, dove più di mille anziani soddisfano i requisiti per l’ammissione, ma non ci sono posti disponibili nelle strutture. Questa situazione ha spinto i sindacati dei pensionati veronesi a intervenire e a chiedere un intervento immediato dalla Regione.

La voce dei sindacati

Adriano Filice di Spi Cgil, Viviana Fraccaroli di Fnp Cisl e Gianluigi Meggiolaro di Uilp Uil sono stati tra i principali portavoce dei sindacati e hanno esposto le loro preoccupazioni. La questione principale riguarda gli aumenti delle rette nelle case di riposo, che stanno diventando sempre più onerosi per le famiglie. Attualmente, una persona che necessita di assistenza in una struttura per anziani può trovarsi a pagare tariffe che superano i 3.000 euro al mese senza impegnativa regionale e oltre 2.000 euro con tale impegnativa.

Le impegnative della Regione Veneto sono considerate del tutto insufficienti per soddisfare una crescente domanda di assistenza, data la dinamica demografica in atto. La lista di attesa attuale conta ben 1.600 persone, e questo crea una situazione scandalosa e deplorevole. Le impegnative di residenzialità, insieme all’indennità di accompagnamento, sono fondamentali per aiutare le famiglie a coprire i costi significativi associati all’assistenza ai propri cari.

L’assistenza a casa

Tuttavia, l’assistenza agli anziani non è limitata alle sole case di riposo. Circa l’85% delle persone non autosufficienti nel Veneto ricevono assistenza a domicilio, grazie all’aiuto di caregiver, badanti, assistenza domiciliare integrata o servizio di assistenza domiciliare. I sindacati dei pensionati ritengono inaccettabile questa situazione, che coinvolge migliaia di individui e famiglie, e ritengono che la Regione Veneto debba assumersi la responsabilità di affrontare questa sfida.

Le richieste dei sindacati

I sindacati dei pensionati hanno elencato una serie di richieste concrete. Innanzitutto, chiedono una riforma delle case di riposo e un aumento delle impegnative e dei fondi destinati alla non autosufficienza. Inoltre, propongono l’applicazione dell’aliquota Irpef regionale per i redditi più alti, al fine di garantire una maggiore equità nell’accesso ai servizi di assistenza. Infine, suggeriscono che la valutazione per il riconoscimento delle impegnative sanitarie individuali debba essere affidata a una commissione territoriale dell’Ulss, anziché a livello distrettuale, per garantire una distribuzione più equa delle risorse.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Sottotitolo: SkyAlps ha annunciato la soppressione del collegamento diretto Verona-Roma, cosa significa per i passeggeri?...
Sicurezza e coraggio, il ruolo chiave di un addetto alla vigilanza nella gestione di un...
Il reparto ortopedico dell'ospedale Mater Salutis adotta il sistema robotico "Mako" per garantire maggiore precisione...
Verona Tomorrow