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Lotta alla violenza sulle donne: Zaia chiama alla solidarietà per Giulia Cecchettin

Il presidente di Regione Veneto ha anche offerta una panoramica delle strutture che forniscono supporto alle donne vittime di violenza

Il 5 dicembre è una data che segnerà il cuore di migliaia di persone a Padova, dove si terrà il funerale di Giulia Cecchettin, la giovane vittima di femminicidio, uccisa dal suo ex fidanzato Filippo Turetta. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha fatto appello alla comunità affinché mostri solidarietà in questo momento di lutto e per sensibilizzare sulla lotta contro la violenza sulle donne.

Il funerale di Giulia Cecchettin: un segno di solidarietà

La cerimonia funebre si svolgerà alle 11 in Prato della Valle, e Zaia ha sottolineato l’importanza di unirsi in segno di rispetto per Giulia. Ha invitato i cittadini e il mondo economico a partecipare attivamente, suggerendo gesti come l’esposizione di fiocchi rossi, l’abbassamento delle serrande, l’esibizione di bandiere a mezz’asta o l’oscuramento delle luci. Tutte queste manifestazioni di solidarietà sono considerate valide dal presidente della Regione per testimoniare l’unità nella lotta contro la violenza sulle donne.

Una panoramica delle strutture di supporto alle donne vittime di violenza

Zaia ha presentato dati cruciali riguardanti le strutture di supporto attive in Veneto per le donne vittime di violenza. In totale, ci sono 26 centri anti-violenza e 28 case rifugio in tutta la regione. Tuttavia, è emerso che queste risorse non sono distribuite in modo uniforme sul territorio, con la provincia di Verona che dispone di meno strutture rispetto alla popolazione femminile residente.

Nel Veronese, ad esempio, vivono circa 470.000 donne, ma hanno accesso solo a 3 centri anti-violenza e 3 case rifugio. Nel Vicentino, dove la popolazione femminile è inferiore, sono invece presenti 8 case rifugio e 5 centri anti-violenza.

Dati preoccupanti: il persistere del problema della violenza sulle donne

Nel corso del 2022, i 26 centri anti-violenza del Veneto sono stati contattati da 6.009 donne. Di queste, 1.961 hanno intrapreso un percorso per uscire dalla violenza. Tuttavia, ciò significa che circa due donne su tre che hanno cercato aiuto non hanno ancora iniziato questo percorso verso una vita più autonoma e sicura, un fatto che preoccupa profondamente Zaia.

Analizzando le caratteristiche delle donne assistite dai centri anti-violenza, emerge un quadro variegato: molte di loro sono italiane, con una buona istruzione (dotate di laurea o diploma) e con un impiego. Questo indica chiaramente che il problema della violenza sulle donne è trasversale dal punto di vista sociale. Le forme di violenza, oltre a quelle fisiche, includono anche quelle psicologiche ed economiche, e nel 51% dei casi sono perpetrate da un coniuge o dal partner convivente.

Luca Zaia, con queste dichiarazioni e dati allarmanti, ha sottolineato l’importanza di un impegno costante per contrastare la violenza sulle donne e ha chiamato la comunità veneta a fare la differenza in questa lotta cruciale.

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