La recente pubblicazione del Rapporto Rifiuti 2023 da parte dell’Arpav ha rivelato una significativa diminuzione nella produzione complessiva di rifiuti nella provincia di Verona. Benché nel 2022 si sia assistito a una riduzione da 457.517 a 445.089 tonnellate di rifiuti, la provincia fatica a tenere il passo con le altre regioni venete in termini di gestione dei rifiuti urbani. Questo calo, tuttavia, non si è accompagnato da un corrispondente incremento nella raccolta differenziata, un settore in cui il Veronese stenta a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Il documento, presentato durante l’ottava edizione dell’Ecoforum di Legambiente in collaborazione con Arpav, fornisce un quadro dettagliato, attingendo dati dalle amministrazioni locali e dai gestori dei servizi di rifiuti attraverso Orso, il sistema informativo regionale. Questi dati sono essenziali per una pianificazione efficace a livello locale e regionale.
Analizzando il rapporto, emerge che il Veronese ha registrato un leggero declino nella produzione di rifiuti nel 2022. Tuttavia, la raccolta differenziata rimane un punto critico. L’obiettivo per il 2030 è di ridurre a 80 chilogrammi per abitante il rifiuto residuo, cioè quello non riciclabile. Mentre alcune aree come Verona Sud si avvicinano a questo traguardo, altre come Verona Nord e la città di Verona stessa rimangono indietro, con un aumento nel rifiuto residuo.
In termini di raccolta differenziata, Verona Sud ha quasi raggiunto l‘obiettivo del 2030, superando l’80% nel 2022. Al contrario, le altre aree hanno mostrato un decremento, con Verona Nord che è scesa al 78% e la città di Verona al 53%. Questi dati sottolineano la necessità di strategie mirate per migliorare la gestione dei rifiuti in queste aree critiche.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.