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Tibre vs. Autocisa: la battaglia per il futuro della Tirreno-Brennero

La battaglia per il futuro della Tibre è aperta, con molte parti interessate che cercano di influenzare la decisione finale sul tracciato e il completamento dell'autostrada. Resta da vedere quale sarà il verdetto finale

La Tibre, l’autostrada di collegamento che mira a migliorare i collegamenti tra i porti del Tirreno e l’asse del Brennero, è tornata all’attenzione pubblica dopo 49 anni di progetti e discussioni. Questa volta, la discussione è scaturita da una lettera indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, da parte dell’Assessore lombardo Claudia Terzi e del suo omologo emiliano Andrea Corsini, che chiedono il completamento dell’opera.

La storia della Tibre risale al 1974 quando venne concessa all’Autocisa la possibilità di prolungare l’Autostrada A15 La Spezia-Parma fino al casello di Nogarole Rocca sulla A22 del Brennero. Tuttavia, nel corso degli anni, il costo del progetto è aumentato notevolmente, passando da 1,53 a 1,83 miliardi di euro. Nel 2010, il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha autorizzato la costruzione del primo lotto tra Fontevivo e Trecasali, ma ha stoppato il secondo lotto a causa dell’ulteriore aumento dei costi, che si sono attestati a 2,7 miliardi di euro. I lavori sono iniziati solo nel 2016, molto tempo dopo l’approvazione iniziale.

La Tibre ha da sempre destato l’interesse delle autorità locali e delle forze economiche della zona di Mantova, ma anche di Verona, che ha visto nell’autostrada un’opportunità di sviluppo per la regione. Tuttavia, il suo completamento è stato ostacolato da problemi di sostenibilità finanziaria, che erano già emersi negli anni ’90. I governi di centrosinistra avevano accantonato l’opera a causa di queste difficoltà finanziarie.

Oggi, con il Ministro Salvini che presta grande attenzione alle richieste degli enti locali, indipendentemente dal loro orientamento politico, sembra esserci un nuovo interesse per la Tibre. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sta valutando la possibilità di approfondire gli aspetti finanziari e l’aggiornamento dei dati per verificarne la sostenibilità. Inoltre, nelle regioni di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, si stanno facendo investimenti significativi in strade, autostrade e ferrovie, e Salvini è disposto a incontrare anche fondi privati pronti a investire.

Tuttavia, sul fronte del tracciato, sorgono dibattiti su quale sia la soluzione migliore. Mentre alcuni propongono di far arrivare la Tibre fino a Nogarole Rocca, a sud di Villafranca, per servire i territori locali e l’aeroporto Catullo, c’è anche un piano B che suggerisce di collegare l’Autostrada A22 a Pegognaga nel Mantovano, molto più a sud. Questa seconda opzione non è gradita ai veronesi, che vogliono vedere la Tibre arrivare a Nogarole Rocca.

La battaglia per il futuro della Tibre è aperta, con molte parti interessate che cercano di influenzare la decisione finale sul tracciato e il completamento dell’autostrada. Resta da vedere quale sarà il verdetto finale e quale percorso verrà scelto per questa importante infrastruttura che potrebbe avere un impatto significativo sulla regione.

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