Scuola, sciopero e presidio a Verona: protesta contro i tagli e il rinnovo del contratto

Giovedì 31 ottobre, la scuola si ferma: insegnanti e personale educativo in sciopero per chiedere investimenti e salari adeguati. Presidio della Flc Cgil Verona davanti agli istituti Marconi e Fermi

Docenti, personale tecnico e amministrativo delle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia all’università, incroceranno le braccia giovedì 31 ottobre. La mobilitazione, promossa dalla Flc Cgil Verona, nasce come protesta contro la Legge Finanziaria del governo che, nell’ultima bozza, prevede nuovi tagli agli organici e investimenti minimi per il settore educativo. Alla manifestazione si unirà anche il presidio mattutino, dalle 8 alle 10, davanti agli istituti Marconi e Fermi, a cui è invitato tutto il personale.

Ragioni della protesta: stipendi bassi e precarietà del personale

Il segretario generale della Flc Cgil Verona, Michael Cacciato, ha dichiarato che lo sciopero rappresenta una protesta contro gli irrisori aumenti salariali previsti per il settore nel nuovo contratto collettivo 2022-2024. Secondo i dati riportati dal sindacato, gli attuali stanziamenti governativi coprirebbero appena il 5,78% del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione, il cui aumento è stimato intorno al 17,3% dall’Istat. Questo si traduce in una perdita netta di circa 270 euro al mese per i lavoratori, cifra che si aggira attorno ai 3.500 euro all’anno.

Inoltre, la precarietà rimane una delle questioni più critiche: nelle scuole della provincia veronese, il 30% dei docenti è costituito da personale precario, con contratti a tempo determinato che non garantiscono stabilità né riconoscimenti per i precedenti anni di servizio. Cacciato denuncia: «È una battaglia di legalità e civiltà contro l’abuso di contratti precari e la discriminazione salariale subita dai supplenti».

manifestazione

Le richieste della Flc Cgil: più investimenti per la qualità dell’istruzione

La protesta della Flc Cgil Verona si focalizza su alcuni punti chiave, tra cui:

  • Raddoppio del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF), che consenta di garantire risorse per progetti didattici e attività di potenziamento.
  • Piano straordinario di assunzioni di docenti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo, per far fronte alle carenze di organico e migliorare la qualità del servizio.
  • Adeguamenti salariali significativi, per allineare gli stipendi degli insegnanti italiani a quelli dei colleghi europei.

Cacciato sottolinea l’importanza di un sostegno da parte delle famiglie, che in questi primi mesi scolastici hanno potuto constatare il peso della mancanza di personale stabile. La qualità dell’istruzione, secondo il sindacato, è gravemente compromessa dalla carenza cronica di risorse, situazione che le attuali previsioni di bilancio governative non sembrano migliorare.

Organizzazione per giovedì 31 ottobre

I genitori che accompagneranno i figli a scuola il giorno dello sciopero sono invitati a verificare la presenza degli insegnanti prima di lasciare gli studenti, dato che molti istituti potrebbero non essere in grado di garantire tutte le lezioni, soprattutto nelle prime ore della giornata.

Redazione

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