Denatalità a Verona: calo delle nascite del 33% in quindici anni

Il calo delle nascite a Verona segue il trend nazionale. Il fenomeno è più evidente nei quartieri centrali e a Montorio, nonostante la presenza di famiglie straniere

Negli ultimi quindici anni, le nascite a Verona sono diminuite di un terzo, riflettendo un andamento nazionale di denatalità sempre più preoccupante. Secondo i dati dell’Ufficio statistica del Comune di Verona, nel 2023 sono nati 1.632 bambini, di cui 823 maschi e 809 femmine, un dato in netto calo rispetto ai 2.343 nati nel 2008, con una riduzione di 711 neonati. Questa tendenza evidenzia un declino demografico che colpisce anche la città scaligera, con un impatto visibile soprattutto in alcuni quartieri.

La fascia d’età delle mamme si è spostata verso i 30-34 anni, con 613 bambini nati da donne in questa fascia, seguita dalle mamme tra i 35 e i 39 anni, che hanno dato alla luce 481 neonati nel 2023. Anche i papà tendono a diventare genitori più tardi, con la maggior parte dei bimbi nati da padri tra i 35 e i 39 anni (512), seguiti dalla fascia 30-34 anni (436). Un numero consistente di genitori, sia uomini che donne, ha superato i 40 anni al momento della nascita del figlio.

Solo 911 neonati sono nati da genitori sposati, mentre in molti casi mamma e papà hanno scelto di convivere senza vincoli legali. Dal punto di vista della nazionalità, 964 bambini sono nati da genitori entrambi italiani, mentre 320 hanno entrambi i genitori stranieri e 277 hanno almeno uno dei due genitori nato in Italia.

Il fenomeno della denatalità varia anche a seconda dei quartieri. Le zone dove si registrano più nascite sono quelle a Ovest, come Borgo Milano e San Massimo, con 374 neonati nel 2023. Seguono la zona Sud, con Borgo Roma e Cadidavid, che ha visto nascere 236 bambini, e la circoscrizione Nord Ovest, che comprende quartieri come Borgo Trento, Valdonega e Avesa, con 215 nuovi nati. Nelle aree più centrali, come Città Antica e San Zeno, le nascite sono state 164, mentre il Nord Est, con quartieri come Montorio e Quinto, ha registrato il calo più significativo, con solo 96 neonati.

Il Governo ha mostrato preoccupazione per il calo demografico, al punto da includere nella nuova legge di Bilancio misure per sostenere la natalità. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha proposto incentivi fiscali per le famiglie con più figli, con sconti e detrazioni. Tuttavia, rimane difficile immaginare che tali iniziative possano invertire un trend così radicato, specialmente nelle città come Verona, dove il numero di culle vuote continua a crescere.

L’analisi demografica della città mostra che la distribuzione delle nascite varia anche in base alla presenza di famiglie straniere. Nel Nord Ovest di Verona, ad esempio, la maggior parte dei neonati ha genitori entrambi italiani, mentre nella zona Sud Ovest vive il maggior numero di bambini nati da coppie straniere. Anche la presenza di cognomi stranieri all’anagrafe è in aumento, con origini prevalentemente cingalesi e indiane.

Nonostante l’impegno del governo nel cercare soluzioni per favorire la natalità, resta chiaro che il problema dell’invecchiamento demografico e del calo delle nascite non riguarda solo Verona, ma è un fenomeno che si estende a livello nazionale, minacciando la stabilità futura della popolazione italiana.

Redazione

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