Nuovo progetto a Verona per il recupero dei giovani maltrattanti

Il Comune di Verona, in collaborazione con l'Ufficio Servizi Sociali per Minorenni di Venezia, ha avviato un percorso di recupero per giovani uomini autori di violenza di genere.

Il Comune di Verona, attraverso il Centro NAV (Non Agire Violenza), ha dato vita a un nuovo progetto dedicato ai giovani adulti che hanno commesso atti di violenza in età minorile. L’obiettivo principale è la prevenzione della recidiva e la rieducazione dei ragazzi, in collaborazione con l’Ufficio Servizi Sociali per Minorenni di Venezia (USSM). Si tratta di un’iniziativa unica nel Veneto, che punta a costruire percorsi di recupero per giovani uomini che si sono resi colpevoli di violenza domestica e di genere.

Secondo l’assessora alla parità di genere di Verona, Barbara Bissoli, è fondamentale non solo sostenere le vittime di violenza, ma anche intervenire sugli autori. “Dobbiamo occuparci anche degli uomini che agiscono violenza, specialmente quando sono giovani, affinché possano cambiare prima che i loro comportamenti diventino irreversibili”, ha affermato la Bissoli. Il Centro NAV è diventato nel tempo un punto di riferimento per le istituzioni locali, che si rivolgono ad esso per avviare percorsi di riabilitazione e prevenzione.

Il progetto, che coinvolge cinque giovani adulti segnalati dall’USSM, avrà una duplice natura: psicoterapeutica ed educativa, offrendo ai partecipanti la possibilità di intraprendere un percorso di consapevolezza rispetto alle loro azioni. In questo senso, il progetto prevede incontri individuali e di gruppo, condotti da psicoterapeuti ed educatori con esperienza nel campo. Paola Ziccone, dirigente del Centro Giustizia Minorile di Venezia, ha sottolineato l’importanza di questi interventi: “I ragazzi cambiano, che noi lo vogliamo o no. Ma il tipo di cambiamento dipende da come li supportiamo”. La Ziccone ha anche elogiato la collaborazione tra Comune e USSM, fondamentale per affrontare un problema sempre più grave come la violenza domestica.

A Verona, il servizio rivolto agli uomini maltrattanti è attivo da anni, ma questa nuova iniziativa rappresenta un passo importante verso la prevenzione e il recupero precoce. Lo psicologo del Centro NAV, Filippo Saccardo, ha sottolineato come il lavoro con i giovani possa avere un impatto profondo nel tempo: “Intervenire fin dalla giovane età è fondamentale per evitare che certi comportamenti si radichino”. Il programma di recupero comprende vari temi chiave, come il riconoscimento delle responsabilità personali, l’uso consapevole del linguaggio e la costruzione di relazioni sane basate sul rispetto reciproco.

La comunità veronese ha risposto positivamente a questa iniziativa, riconoscendo l’importanza di affrontare il problema della violenza non solo dal lato delle vittime, ma anche da quello degli autori. Paola Zanchetta, dirigente dell’Area servizi alla persona del Comune di Verona, ha ribadito l’importanza di un approccio globale: “Non possiamo ignorare chi è la causa della violenza. Solo affrontando il problema alla radice, coinvolgendo chi agisce violenza, potremo davvero fare un passo avanti come società”.

L’iniziativa è finanziata dal Dipartimento di Giustizia Minorile con il contributo del Comune di Verona, e punta a creare una base solida per futuri interventi. Il progetto si concluderà a ottobre, ma rappresenta solo l’inizio di un percorso che potrà essere esteso anche ad altri giovani maltrattanti, con l’obiettivo di arginare un fenomeno sempre più diffuso.

Redazione

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