La Val d’Alpone si prepara a raccontare il proprio territorio attraverso un modello di turismo sempre più attento alla sostenibilità, alla conoscenza dei luoghi e alla partecipazione delle comunità locali. Sei nuovi itinerari escursionistici permetteranno di scoprire le colline vulcaniche del vino Soave attraverso percorsi da affrontare a piedi, in bicicletta, a cavallo o in famiglia, ampliando l’offerta turistica della zona.
L’iniziativa nasce a Monteforte d’Alpone, considerato uno dei principali punti di accesso al patrimonio paleontologico della Val d’Alpone candidato al riconoscimento Unesco. Il progetto è stato presentato a pochi giorni dall’avvio dell’ispezione sul territorio da parte del valutatore incaricato dall’organizzazione internazionale, con l’obiettivo di dimostrare come il territorio stia sviluppando un approccio basato su turismo responsabile, tutela ambientale e valorizzazione delle risorse locali.
Al centro del progetto ci sono i nuovi percorsi che si sviluppano partendo dall’esperienza dello storico itinerario circolare dei Dieci capitelli. Le tracce sono già disponibili in formato digitale attraverso le piattaforme Veneto Outdoor, Outdooractive e Komoot, consentendo ai visitatori di pianificare le escursioni in autonomia.
Monteforte slow, il territorio diventa esperienza
Il Comune, guidato dal sindaco Roberto Costa, insieme alla Pro loco presieduta da Renato Zoppi e al Gruppo sportivo Valdalpone, ha trasformato il concetto di turismo lento in un progetto concreto attraverso Monteforte slow e il portale visitmonteforte.it.
L’obiettivo è superare l’idea del territorio come semplice scenario turistico e renderlo invece protagonista dell’esperienza del visitatore. Un percorso costruito in oltre un anno di lavoro, come sottolineato dal destination manager Alberto Renzi, che ha portato alla creazione di un’offerta capace di unire paesaggio, storia, cultura e attività all’aria aperta.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’inclusione. In collaborazione con il Cai di Tregnago è stato infatti realizzato un itinerario accessibile anche alle persone con disabilità motorie, ampliando la possibilità di vivere il territorio senza barriere.
La filosofia alla base dell’iniziativa è quella di un turismo considerato come una risorsa da preservare nel tempo. Durante il convegno organizzato a Monteforte d’Alpone, Emanuela Bullado dell’Università di Verona ha evidenziato come la sostenibilità rappresenti un elemento fondamentale: il turismo deve essere una risorsa rinnovabile, capace di generare valore senza compromettere il patrimonio naturale e culturale.
Università e operatori insieme per il futuro Unesco
Il percorso di valorizzazione coinvolge anche il mondo universitario. L’Università di Verona ha affidato a 40 studenti del corso magistrale in Promozione e gestione delle destinazioni turistiche il compito di elaborare una proposta per il futuro Piano di gestione del sito Unesco.
Il lavoro degli studenti contribuirà alla definizione delle strategie necessarie per organizzare e promuovere un territorio che comprende diversi siti di interesse. Monteforte rappresenta infatti un laboratorio da cui partire per costruire un modello applicabile all’intera area candidata.
Anche Destination Verona-Garda (Dvg), società partecipata dalla Camera di commercio di Verona, è coinvolta nel progetto. L’organizzazione, già impegnata nella gestione del patrimonio Unesco della città di Verona, ha sottolineato l’interesse internazionale verso le destinazioni legate ai riconoscimenti Unesco.
Secondo Luca Caputo, il tema del patrimonio Unesco è particolarmente attrattivo sui mercati esteri più lontani, dove cresce la domanda di esperienze autentiche e legate alla storia dei territori.
Comunità locali e nuove opportunità economiche
Il turismo sostenibile non riguarda soltanto la promozione dei luoghi, ma anche la creazione di nuove opportunità economiche. Come emerso durante il confronto moderato da Luca Mantovani, caporedattore de L’Arena, lo sviluppo turistico può favorire la nascita di professionalità, collaborazioni tra imprese e nuove forme di accoglienza.
Giulia Pesarin, esperta di marketing territoriale, ha evidenziato il ruolo centrale delle comunità locali nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio. La consapevolezza del valore dei luoghi diventa infatti un elemento decisivo per costruire un’offerta turistica credibile e duratura.
Tra gli esempi presentati anche la possibilità di recuperare strutture esistenti trasformandole in punti di ospitalità, come illustrato da Rudi Milazzo dell’associazione Bed&Breakfast Verona, oppure la valorizzazione del turismo equestre attraverso il progetto delle Ippostrade promosso da Lorenzo Costa.
La Val d’Alpone punta quindi su un turismo esperienziale, inclusivo e rispettoso dell’ambiente, capace di unire patrimonio, economia locale e qualità della vita. Un modello che potrebbe diventare strategico nel percorso verso il riconoscimento Unesco e nella promozione futura dell’intero territorio.
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