Presunte violenze sugli anziani in una Rsa del Veronese: quattro operatori sotto accusa

Indagini nella struttura De Battisti di Cerea dopo le accuse di violenze sugli anziani ospiti: decisive le immagini delle telecamere installate nel reparto

Carabinieri

Un’indagine sui presunti maltrattamenti ai danni di anziani ospiti di una casa di riposo ha portato a quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti operatori sociosanitari. L’inchiesta riguarda la struttura De Battisti di via San Zeno a Cerea, nel Veronese, dove secondo l’ipotesi accusatoria alcuni anziani sarebbero stati vittime di comportamenti violenti e vessatori durante l’assistenza quotidiana.

Per uno degli operatori coinvolti, ritenuto dagli investigatori quello con il quadro accusatorio più grave, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Nei confronti degli altri tre indagati è invece scattato il divieto temporaneo di esercitare la professione per dodici mesi.

Il provvedimento è stato eseguito il 29 luglio dai carabinieri della Compagnia di Legnago, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, con il pubblico ministero Eugenia Bertini.

Le indagini partite dalle segnalazioni

Gli accertamenti erano iniziati nell’autunno dello scorso anno dopo alcune segnalazioni ricevute dalle forze dell’ordine. Tra queste anche quelle arrivate dai vertici della stessa Ipab che gestisce la struttura e dai familiari di alcuni ospiti.

La collaborazione della casa di riposo con gli investigatori è stata considerata un elemento fondamentale per ricostruire quanto sarebbe accaduto all’interno di uno dei cinque reparti della struttura. Le verifiche hanno permesso di concentrare l’attenzione su un’area specifica della residenza per anziani, escludendo al momento un coinvolgimento generale dell’intera organizzazione.

Le indagini sono state condotte dai militari della stazione dei carabinieri di Cerea insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile di Legnago.

Le telecamere hanno documentato le presunte condotte

Un passaggio decisivo dell’inchiesta è arrivato con l’installazione di un sistema di videosorveglianza all’interno del reparto interessato. Le telecamere, autorizzate dall’autorità giudiziaria, sono rimaste attive per diversi mesi consentendo agli investigatori di raccogliere materiale ritenuto rilevante.

Secondo la ricostruzione accusatoria, le immagini avrebbero mostrato episodi che inizialmente potevano sembrare gesti casuali o legati alle normali attività di assistenza, ma che gli inquirenti avrebbero invece interpretato come azioni volontarie.

Tra le condotte contestate agli operatori figurano tirate di capelli, gomitate, prese particolarmente energiche e atteggiamenti ritenuti offensivi nei confronti degli anziani ospiti. Alcuni episodi avrebbero provocato lividi ed ecchimosi sulle persone assistite.

Agli indagati vengono inoltre attribuiti comportamenti ritenuti vessatori e frasi offensive rivolte a persone fragili, affidate proprio alle loro cure e alla loro protezione.

Le accuse e la posizione della struttura

Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa sono confluiti nel fascicolo aperto dalla Procura di Verona con l’ipotesi di reato di maltrattamenti.

Il materiale è stato successivamente valutato dal Gip, che ha disposto le misure cautelari ritenute necessarie. L’operatore raggiunto dagli arresti domiciliari, secondo quanto emerso, non prestava servizio nella casa di riposo già da alcuni mesi.

La vicenda riguarda le presunte responsabilità individuali degli operatori coinvolti e non il funzionamento complessivo della casa di riposo De Battisti, descritta come una realtà considerata un punto di riferimento sul territorio per l’assistenza agli anziani.

Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia. I quattro indagati potranno presentarsi davanti al Gip, assistiti dai propri legali, per fornire la loro versione dei fatti oppure scegliere di non rispondere.

Redazione

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