Un’operazione dei carabinieri di Verona ha portato all’arresto di una giovane coppia, composta da un uomo di 26 anni e una donna di 24, entrambi di nazionalità marocchina, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. L’intervento risale alla mattinata del 15 aprile ed è stato eseguito sulla base di un decreto di perquisizione emesso dall’autorità giudiziaria.
Il blitz si è svolto nel quartiere di San Michele Extra, dove i militari si sono recati presso l’abitazione dei due per effettuare i controlli. All’arrivo delle forze dell’ordine, la donna ha tentato di ostacolare l’ingresso, sostenendo con decisione di trovarsi sola in casa e cercando di guadagnare tempo. Un comportamento che non ha però impedito ai carabinieri di proseguire nelle operazioni.
Durante la perquisizione, il 26enne è stato individuato all’interno dell’appartamento, dove si era nascosto nel tentativo di evitare il controllo. L’atteggiamento della coppia è stato descritto come poco collaborativo per tutta la durata dell’intervento, senza tuttavia fermare l’attività degli investigatori.
L’ispezione dell’abitazione ha permesso di rinvenire un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, nascoste in diversi punti della casa, compreso il frigorifero. Nel dettaglio, sono stati sequestrati oltre 3 chilogrammi di hashish e 477 grammi di cocaina, oltre a strumenti utilizzati per il confezionamento della droga.
Nel corso delle verifiche, i militari hanno inoltre trovato 32mila euro in contanti, ritenuti il possibile provento dell’attività di spaccio. Il denaro, insieme alla droga e al materiale rinvenuto, è stato posto sotto sequestro.
L’operazione evidenzia l’attività costante delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di stupefacenti sul territorio, con controlli mirati e interventi basati su elementi investigativi. La presenza di quantitativi così rilevanti di droga e denaro conferma l’ipotesi di un’attività strutturata e continuativa.
Al termine delle operazioni, la coppia è stata arrestata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà ora valutare le responsabilità e i successivi sviluppi del procedimento. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di azioni volte a contrastare lo spaccio e la diffusione di sostanze illegali nella città di Verona.
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