Sul Monte Baldo nasce la prima Associazione nazionale dei “Tartufai etici”

Un gruppo che promuove metodi di ricerca sostenibili per l’ambiente e rispettosi del cane, nel solco del riconoscimento Unesco

Il Monte Baldo diventa la culla della prima Associazione dei Tartufai etici d’Italia.
La nuova realtà, nata a Ferrara di Monte Baldo, primo Comune veneto a entrare nella rete dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, punta a promuovere un modello di ricerca fondato su rispetto, sostenibilità e tutela del patrimonio tartufigeno. A guidare l’associazione è Franco Ganda, che sottolinea il carattere pionieristico del progetto:

«Siamo la prima associazione a definirci “etici” nello statuto. Il nostro obiettivo è salvaguardare territorio, biodiversità e i cani da tartufo, riconosciuti come individui da rispettare per le loro caratteristiche etologiche».

Il tartufaio etico: un “predatore responsabile”

L’associazione propone un approccio che unisce tradizione e consapevolezza.
Il tartufaio etico — spiega Ganda — è colui che, pur estraendo il tartufo, si impegna a preservare l’ecosistema per le generazioni future, adotta buone pratiche di cerca e rispetta in modo rigoroso le normative regionali e nazionali.

Un percorso che si inserisce nel solco del riconoscimento Unesco, che dal 2021 tutela la cerca e la cavatura del tartufo come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Un riconoscimento Unesco che dà valore al territorio

A confermare il valore del progetto è Antonella Brancadoro, direttrice dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo:

«L’Unesco ha riconosciuto nella cerca del tartufo un patrimonio che unisce uomo, natura e tradizioni secolari. Questa nuova associazione declina l’etica nella tutela dell’ambiente tartufigeno, in linea con tutte le realtà che hanno accompagnato il percorso Unesco. Ferrara di Monte Baldo ha colto appieno le opportunità offerte dalla rete nazionale».

Formazione, cultura e innovazione

La missione dell’associazione è ampia:

  • promuovere la cultura del tartufo,

  • formare nuovi tartufai con metodi rispettosi del territorio,

  • innovare le tecniche di ricerca olfattiva,

  • rafforzare la relazione uomo-cane,

  • offrire consulenze sulla tartuficoltura locale.

Il primo corso per tartufai etici si svolgerà in due sessioni (17-18 gennaio e 31 gennaio-1º febbraio) e sarà riservato a otto binomi tartufaio-cane, con numerosi uditori.

Il direttivo conta sei soci fondatori: tre tartufai, un educatore cinofilo, un formatore AIECI, un commercialista, un professionista sanitario e un dottore forestale.

La collaborazione con il Comune

Il progetto è sostenuto anche dall’amministrazione locale.
La sindaca Carla Giacomazzi commenta:

«Questa associazione unisce passione per il territorio, amore per la natura e volontà di valorizzare in modo sostenibile le risorse del nostro Monte Baldo. È un esempio di tutela e divulgazione che rafforza l’identità locale e crea opportunità di formazione, turismo e incontro».

Il Comune ha dichiarato piena disponibilità a sostenere iniziative che coniughino etica, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze naturali.

Per informazioni: 335 1420322 – tartufaietici@gmail.com

Redazione

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