Una recente sentenza del Tribunale di Verona ha stabilito che l’onere del danno causato da operazioni bancarie non autorizzate ricade sull’istituto di credito, quando non è in grado di dimostrare l’efficacia dei propri sistemi di sicurezza. La decisione, emessa il 12 novembre, obbliga Bnl Bnp Paribas a rimborsare più di 11mila euro a due risparmiatori che si erano visti sottrarre la stessa somma tramite un bonifico eseguito a loro insaputa.
L’episodio, risalente a febbraio 2024, ha avuto origine da una telefonata con cui un uomo, presentatosi come operatore della banca, aveva invitato i correntisti ad aggiornare urgentemente l’app dell’istituto. Quella richiesta, costruita in modo credibile e mirato, avrebbe consentito al truffatore di ottenere le informazioni necessarie per accedere ai conti e completare l’operazione fraudolenta, trasformando un finto controllo tecnico in una manomissione informatica.
Prima di rivolgersi al tribunale, i due clienti avevano già ottenuto una decisione favorevole dall’Arbitro Bancario Finanziario attraverso Adiconsum Verona. Tuttavia, poiché la banca non aveva dato seguito a quel pronunciamento, la coppia – assistita dai propri legali – aveva scelto la via giudiziaria. La causa si è conclusa con l’accoglimento integrale delle loro richieste, a conferma del principio secondo cui il cliente vittima di phishing non può essere considerato responsabile quando non ha adottato comportamenti negligenti.
Il giudice ha rilevato che l’istituto di credito non aveva prodotto documentazione sufficiente a provare il corretto funzionamento delle procedure di sicurezza, un requisito imposto dalla normativa in materia di pagamenti elettronici. Di conseguenza, il tribunale ha stabilito che la banca deve farsi carico dell’intera perdita economica, sottolineando che l’operazione contestata non risultava autorizzata dagli intestatari del conto.
Il caso assume particolare rilevanza in un momento in cui le frodi informatiche sono in aumento e le tecniche di phishing diventano sempre più sofisticate, spesso costruite per ingannare anche gli utenti più esperti. Adiconsum Verona, commentando la sentenza, ha evidenziato come il provvedimento confermi il diritto dei consumatori a essere protetti quando non compiono azioni rischiose o volontarie che possano agevolare i truffatori.
L’associazione ha anche richiamato l’attenzione sul fatto che gli istituti di credito devono dimostrare di aver implementato sistemi di sicurezza in grado di prevenire intrusioni esterne, poiché la complessità delle minacce attuali richiede strumenti tecnologici e protocolli di controllo più avanzati. Per gli esperti di tutela dei consumatori, la decisione rappresenta non solo un rimborso economico, ma un importante segnale verso un maggiore equilibrio tra responsabilità delle banche e protezione degli utenti.
La sentenza viene considerata una vittoria significativa per tutti i correntisti coinvolti in operazioni non autorizzate, specialmente in un contesto in cui le truffe bancarie continuano a registrare picchi di crescita. Adiconsum Verona ha invitato chiunque abbia subito prelievi o bonifici sospetti a richiedere assistenza presso i suoi sportelli, allo scopo di valutare eventuali azioni di tutela e recupero delle somme perdute.
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