A soli tre giorni dal via, l’annuncio che nessuno si aspettava: la Caprino-Spiazzi 2025 è stata ufficialmente annullata. La storica cronoscalata, in programma dal 17 al 19 ottobre, doveva segnare il grande ritorno della competizione dopo 14 anni di assenza, ma si è trasformata in una cocente delusione per organizzatori, piloti e tifosi.
A comunicarlo è stato l’Automobile Club Verona, che ha parlato di una decisione “dolorosa, ma inevitabile” a causa di un imprevisto aumento dei costi organizzativi, emerso nelle ultime settimane. A pesare anche la rinuncia da parte di alcuni partner, che avevano inizialmente garantito una copertura economica fondamentale.
«Un fulmine a ciel sereno», ha commentato il sindaco di Caprino Veronese, Giuseppe Armani, visibilmente amareggiato per la cancellazione improvvisa. La comunicazione è arrivata nella mattinata del 14 ottobre, a pochi giorni dall’evento, scatenando un’ondata di commenti e critiche soprattutto sui social.
L’ACI ha precisato che l’aumento dei costi ha reso insostenibile il mantenimento della manifestazione, anche a fronte di un buon numero di iscrizioni già perfezionate. Il numero minimo di partecipanti necessario per coprire le spese era cresciuto a dismisura, rendendo impossibile procedere senza compromettere l’equilibrio economico e organizzativo.
Nonostante tutto, l’ente ha espresso gratitudine verso le istituzioni locali e i partecipanti. Provincia di Verona, Comune di Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo sono stati ringraziati per il supporto dimostrato nei mesi precedenti. A tutti i piloti che avevano già versato la quota d’iscrizione sarà garantito il rimborso, come previsto dal regolamento.
Sui social la reazione è stata immediata e veemente. Molti utenti hanno espresso incredulità per la tempistica dell’annuncio. «Tre giorni prima??!?!! Ma tutto bene??» ha scritto Ketty Martinelli. Dania Ferri, in un post particolarmente critico, ha denunciato un sistema che, secondo lei, “ha trasformato lo sport in business”, schiacciato da costi insostenibili e regolamenti sempre più restrittivi.
Massimo Negrini ha puntato il dito contro burocrazia e normative eccessive, invocando un’azione collettiva da parte degli appassionati per sollevare il problema. Anche Eros Chemolli ha espresso rammarico, ricordando l’entusiasmo che circondava l’organizzazione e la partecipazione: «Sembrava ben pensata, che peccato».
La 34ª edizione della Caprino-Spiazzi avrebbe dovuto riportare in vita una manifestazione simbolo del motorsport veronese, un evento che ha scritto pagine importanti della storia sportiva del territorio. La cancellazione, a così breve distanza dalla data prevista, solleva interrogativi non solo sull’organizzazione dell’evento, ma sullo stato complessivo delle competizioni motoristiche in Italia, sempre più penalizzate da oneri economici, limiti burocratici e carenze strutturali.
Nel comunicato, l’ACI ha comunque ribadito l’intenzione di salvaguardare gli eventi previsti per la stagione 2026, auspicando una riorganizzazione sostenibile. Resta tuttavia il dispiacere per un’occasione mancata, che avrebbe potuto celebrare una gara molto amata dai piloti e dalla comunità locale.
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