È ufficialmente iniziata la vendemmia in Valpolicella, uno degli appuntamenti più attesi del calendario enologico italiano. L’annata 2025 si presenta come un raccolto all’insegna dell’equilibrio qualitativo, con prospettive che fanno ben sperare per la produzione di Amarone, Recioto e degli altri vini della denominazione. Sul fronte quantitativo, invece, si registra un calo stimato intorno al 10% rispetto allo scorso anno, con circa 850 mila quintali di uva raccolti, di cui 350 mila destinati all’appassimento.
Marchesini: «Nei calici spessore e fedeltà al territorio»
Christian Marchesini, presidente del Consorzio di tutela vini Valpolicella, ha sottolineato che le condizioni climatiche dell’anno hanno favorito uve capaci di esprimere struttura e tipicità, in linea con la tradizione della zona.
«Nei calici avremo vini che trasmettono spessore e fedeltà ai terroir – ha dichiarato –. Sul piano quantitativo, la riduzione produttiva e le politiche di contingentamento mirano a mantenere il posizionamento internazionale e la competitività della denominazione».
Un impegno da 170 mila giornate di lavoro
La raccolta delle uve destinate all’appassimento, effettuata interamente a mano, vale da sola circa 120 mila giornate di lavoro. Con l’aggiunta della vendemmia, in parte meccanizzata, per gli altri vini della zona, l’impegno totale sfiora le 170 mila giornate.
La filiera della Valpolicella coinvolge oltre 2.400 operatori, tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, distribuiti su una superficie di 8.600 ettari vitati. Numeri che testimoniano l’importanza economica e sociale di un settore che ogni anno contribuisce in maniera decisiva al tessuto produttivo della regione.
Amarone e Recioto trainano il mercato
Nel 2024 la produzione della Valpolicella ha superato le 59 milioni di bottiglie, per un giro d’affari stimato intorno ai 600 milioni di euro. Più della metà del valore è legata alle performance dell’Amarone, sempre più apprezzato sui mercati internazionali.
Con oltre l’80% di rappresentatività, il Consorzio di tutela coordina le strategie di promozione e gestione della denominazione, consolidando il ruolo della Valpolicella come una delle aree vitivinicole più rilevanti al mondo.
Competitività internazionale e sfide future
La scelta di ridurre la produzione non viene vista come una penalizzazione, ma come una strategia volta a proteggere la qualità, sostenere i prezzi e rafforzare l’immagine della denominazione sui mercati esteri. La sfida per i prossimi anni sarà coniugare sostenibilità, tutela del territorio e competitività internazionale, senza rinunciare all’identità che ha reso i vini della Valpolicella celebri in tutto il mondo.
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