«Pensate a lui, ogni volta che uscite». Con queste parole, il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca ha lanciato un messaggio forte e diretto a tutti i giovani, all’indomani della tragedia che ha colpito la sua comunità. Il riferimento è a Giovanni Arduini, 18 anni, deceduto in un incidente stradale avvenuto a Valeggio sul Mincio. Il ragazzo era in moto quando si è scontrato con un’auto: un impatto fatale che ha spento una vita ancora tutta da vivere.
Durante i funerali, celebrati lunedì in una chiesa gremita e carica di dolore, il primo cittadino ha scelto di parlare anche come padre, rivolgendosi non solo alla famiglia colpita dalla perdita, ma soprattutto ai coetanei di Giovanni, presenti in tanti alla cerimonia. «Vi ho visti alla camera ardente, distrutti – ha detto Dall’Oca –. Alla vostra età non si dovrebbero vivere dolori così grandi».
Un appello pubblico alla responsabilità
Quello del sindaco non è stato solo un discorso commemorativo, ma un vero appello civico, successivamente condiviso anche sui social. Il suo invito è rivolto a una maggiore consapevolezza da parte dei giovani, che troppo spesso sottovalutano i rischi della strada e della vita quotidiana. «Non vi parlo da sindaco, ma da genitore», ha scritto Dall’Oca, ricordando come ogni uscita di casa possa diventare per una madre o un padre motivo di ansia, non per mancanza di fiducia, ma per la consapevolezza dell’imprevedibilità.
Il sindaco conosceva bene Giovanni, così come molti altri cittadini di Villafranca. «Era uno di quei ragazzi che fanno parte della vita di un paese – ha detto –. Aveva 18 anni, una moto, e tanti sogni. Ma tutto si è fermato in un attimo».
Prevenzione e rete educativa
Il dramma, spiega il primo cittadino, non può lasciare indifferenti. «Serve più educazione al rischio, serve parlare con i ragazzi, non solo ammonirli. Dobbiamo trovare strumenti nuovi per coinvolgerli davvero», afferma. Il Comune, in questi anni, ha lavorato con scuole e associazioni per promuovere iniziative di prevenzione e formazione, ma spesso gli incontri restano vuoti dei veri destinatari: i giovani stessi.
«Quando invitiamo esperti come Paolo Crepet – sottolinea – partecipano solo i genitori. I ragazzi, quelli che avrebbero più bisogno di ascoltare, spesso restano fuori. E invece è a loro che bisogna arrivare, direttamente, con sincerità e vicinanza».
Un dolore che segna una comunità
Il lutto per Giovanni arriva a due anni di distanza dalla morte di Davide Danzi, un altro ragazzo di 18 anni deceduto in circostanze simili. Due perdite che pesano sul cuore di una comunità intera, e che spingono a riflettere sul ruolo degli adulti nella costruzione di una cultura della sicurezza e del rispetto della vita.
«I figli sono il nostro futuro – scrive Dall’Oca –. Sono il senso dei nostri sacrifici. Investiamo in loro sogni, aspettative, amore. Non possiamo lasciarli soli nel momento in cui il mondo chiede loro più attenzione. Non possiamo perdere altri Giovanni».
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