A Verona e provincia il fine settimana si preannuncia pienamente estivo, con giornate soleggiate e un caldo in progressivo aumento, ma senza gli eccessi delle ondate africane che colpiranno il Sud Italia. Le previsioni segnalano infatti condizioni meteo stabili fino a lunedì 21 luglio, con temperature in crescita e cieli per lo più sereni, ma dalla serata di lunedì è previsto un cambiamento importante, con il ritorno dei temporali e un deciso calo termico.
Giovedì 17 e venerdì 18 luglio saranno giornate calde ma ancora contenute, grazie a qualche annuvolamento pomeridiano, soprattutto nelle aree prealpine. Le massime resteranno tra i 31 e i 32 gradi, livelli elevati ma entro le medie stagionali.
Nel weekend, sabato 19 e domenica 20 luglio, il sole sarà dominante e il caldo più intenso. L’arrivo di correnti sud-occidentali farà salire le temperature, che potrebbero toccare i 34-35 gradi, specie nelle zone di pianura. Si tratterà comunque di una fase calda ma senza eccessi, se confrontata con i valori estremi previsti nelle regioni meridionali, dove si potranno raggiungere i 40 gradi in Puglia e Sicilia.
Lunedì 21 luglio sarà ancora una giornata molto calda, con afa diffusa e punte massime di 35 gradi. Tuttavia, proprio da lunedì sera inizierà un cambiamento marcato del quadro meteorologico, a causa dell’arrivo di una perturbazione organizzata proveniente da ovest.
Martedì 22 luglio è attesa una prima ondata di temporali, che porterà un significativo abbassamento delle temperature. I fenomeni potranno essere localmente intensi, specie sulle zone di pianura e in prossimità dei rilievi. A seguire, mercoledì 23 luglio è previsto un secondo fronte temporalesco, ancora più incisivo, che potrebbe far scendere le temperature ben al di sotto dei 30 gradi, riportando un clima più fresco e gradevole.
Dopo un giugno arido e un luglio finora poco piovoso, anche il Veronese comincia a sentire il bisogno di precipitazioni. Le piogge attese tra martedì e mercoledì saranno dunque un sollievo per il comparto agricolo, messo a dura prova da settimane di irrigazione forzata e da un’evaporazione accelerata dalle alte temperature.
Non si parla ancora di emergenza siccità nel Nord Italia, ma la scarsità di piogge e la forte evaporazione iniziano a pesare, specie se confrontate con la situazione ben più critica di Centro e Sud Italia, dove le piogge mancano da mesi e l’evaporazione ha ridotto drasticamente le risorse idriche.
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