Un disegno di legge regionale per introdurre lo psicologo di base anche in Veneto. È questa la proposta al centro dell’incontro pubblico che si è svolto nei giorni scorsi a Verona, promosso dalla consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, con il coinvolgimento di esperti sanitari, dirigenti scolastici, associazioni e amministratori locali. L’obiettivo è rendere strutturale una figura professionale sempre più necessaria, capace di garantire ascolto e sostegno nei percorsi di cura mentale, proprio come avviene con il medico di famiglia.
Il progetto di legge nasce in risposta a una domanda crescente di supporto psicologico, che interessa fasce d’età diverse, dai bambini agli anziani, e che si è fatta ancora più urgente dopo gli anni della pandemia. Il nuovo modello proposto prevede l’accesso gratuito e diretto a un professionista della salute mentale a livello territoriale, inserito stabilmente nel sistema sanitario regionale.
Scuola, famiglia e territorio: le tre frontiere del disagio psicologico
Durante l’incontro, i dirigenti scolastici presenti hanno evidenziato il ruolo cruciale dello psicologo a scuola, dove i casi di disagio tra gli studenti stanno aumentando. «Serve una rete stabile che colleghi istituti e sanità », è stato sottolineato, segnalando la difficoltà degli insegnanti a gestire situazioni complesse senza un supporto specialistico.
Parallelamente, le associazioni di familiari e caregiver hanno ribadito l’urgenza di interventi mirati: troppe famiglie, denunciano, si trovano sole ad affrontare situazioni di fragilità mentale senza riferimenti certi né sostegno continuativo. L’iniziativa mira proprio a colmare questo vuoto, attraverso una presa in carico diffusa e accessibile.
La figura dello psicologo di base: come funzionerebbe
Il progetto prevede l’introduzione della figura dello psicologo territoriale con funzioni analoghe a quelle del medico di base: un professionista facilmente contattabile, accessibile gratuitamente e in grado di intercettare precocemente il disagio, gestendo anche i casi meno gravi con un approccio preventivo. Un modello che punta a decongestionare i centri di salute mentale, oggi spesso in affanno, e ad agevolare l’accesso alle cure senza ostacoli burocratici o economici.
Secondo i promotori, l’inserimento dello psicologo di base rappresenterebbe una risposta strutturale a una criticità diffusa e cronica, che in alcune aree del Veneto sta raggiungendo livelli allarmanti, soprattutto tra i giovani.
Il ruolo dei Comuni e del sistema sanitario integrato
I rappresentanti degli enti locali, presenti all’incontro, hanno confermato il bisogno di strumenti operativi e risorse dedicate per rispondere ai cittadini in difficoltà . I sindaci sono spesso il primo punto di ascolto per chi manifesta malesseri psicologici, ma senza un supporto professionale alle spalle, il rischio è quello di lasciare queste richieste inevase. La figura dello psicologo di base, in questo senso, sarebbe un anello fondamentale per rafforzare la rete sociosanitaria locale.
Il disegno di legge è ora al vaglio del Consiglio regionale. I promotori auspicano una rapida approvazione per dare avvio a una sperimentazione che possa estendersi progressivamente su tutto il territorio regionale.
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