Emergenza casa a Verona, Bonfante (PD): “Nessuna scorciatoia, il progetto è aperto a tutto il Terzo Settore”

Il segretario provinciale del Partito Democratico risponde alle critiche sul protocollo Agec-Terzo Settore: “Alloggi inutilizzati recuperati senza togliere nulla alle graduatorie”

Franco Bonfante

“Non esistono assegnazioni su misura né scorciatoie: il protocollo Agec è trasparente e accessibile a tutte le realtà del Terzo Settore”. Con queste parole Franco Bonfante, segretario provinciale del Partito Democratico di Verona, replica alle accuse mosse da Flavio Tosi, Matteo Gasparato e Stefano Rossi in merito agli accordi tra Comune, Agec e alcune cooperative sociali per il recupero di alloggi popolari inutilizzati.

Le critiche dell’opposizione avevano sollevato dubbi sulla trasparenza e sull’equità del progetto, ma Bonfante ha definito le polemiche come “espressione di confusione e disinformazione”, sottolineando che “l’avviso pubblico di Agec è aperto a qualunque associazione o cooperativa sociale che presenti un progetto serio per riattare immobili inutilizzati”.

Nessuna “scavalcata” delle graduatorie

Uno dei punti più contestati riguarda il rischio che questi protocolli potessero aggirare le graduatorie per l’edilizia popolare, ma Bonfante chiarisce: “Gli appartamenti coinvolti non rientrano nella programmazione ordinaria, perché da anni sono inutilizzati e degradati”. In sostanza, si tratta di immobili fuori circuito, che non potrebbero comunque essere assegnati alle famiglie in lista d’attesa.

Secondo il segretario dem, il progetto non sottrae alloggi pubblici ma amplia l’offerta complessiva, coinvolgendo soggetti privati nella riqualificazione del patrimonio abitativo in disuso.

Investimenti privati, risparmio pubblico

Il modello illustrato da Bonfante si fonda su un meccanismo collaborativo: “Il Terzo Settore investe in ristrutturazioni, il Comune risparmia”. Cooperative e associazioni, spiega, mettono a disposizione capitali, tecnici, e servizi di accompagnamento sociale, ottenendo in cambio un canone calmierato per un periodo determinato.

Il vantaggio per l’ente pubblico è duplice: nessuna spesa diretta e recupero di immobili destinati a rimanere in stato di abbandono. Bonfante sottolinea come questa formula possa diventare un modello replicabile, invitando altre realtà, grandi o piccole, a partecipare attivamente invece di criticare da fuori.

L’appello alla responsabilità

Il segretario conclude con un messaggio diretto a chi contesta l’iniziativa: “Chi critica senza mettere sul tavolo proposte e risorse fa un torto a chi vive in condizioni di emergenza abitativa”. Il progetto, insiste, è inclusivo, aperto e trasparente, e costituisce una risposta concreta a un problema reale, che richiede soluzioni pratiche e non solo dichiarazioni politiche.

Redazione

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