Con il Nabucco di Verdi si apre l’Arena di Verona 2025 tra arte, attualità e tecnologia

La stagione lirica si inaugura con l’opera simbolo del Risorgimento: tra visioni hi-tech, echi contemporanei e un cast internazionale, il Nabucco emoziona il pubblico

Arena di Verona

L’Arena di Verona ha inaugurato la stagione lirica 2025 con un’imponente rappresentazione del “Nabucco” di Giuseppe Verdi, opera-manifesto del Risorgimento italiano. In un contesto globale segnato da nuovi conflitti, la storia di oppressione e liberazione del popolo ebraico ha assunto sul palco un’inaspettata risonanza con l’attualità, riflettendo le tensioni e le fratture del Medio Oriente.

La prima serata del Festival ha visto la presenza di alte cariche istituzionali, tra cui il presidente della Camera Lorenzo Fontana e i ministri Giuli, Rocella, Ciriani e Urso, testimoni di una produzione che è andata oltre il classico spettacolo lirico, fondendo tradizione e tecnologia in una lettura fortemente simbolica.

Un Nabucco visionario firmato Stefano Poda

A firmare la regia è stato Stefano Poda, che ha concepito un allestimento tecno-filosofico: un viaggio tra umanesimo, simbolismo e innovazione, dove il dramma del popolo ebraico si fa universale. “I popoli in conflitto sono tutti i popoli, di ieri, oggi e forse domani”, è il messaggio sotteso di una regia che ha saputo dialogare con le grandi sfide del nostro tempo. Poda ha portato sul palcoscenico oltre 3.000 costumi e scenografie inedite, integrando effetti visivi spettacolari e coreografie di battaglie di scherma.

L’opera è stata una vera sfida tecnica per le maestranze dell’Arena e per i numerosi laboratori coinvolti, offrendo una produzione kolossal in perfetto equilibrio tra arte e ingegneria scenica.

Un cast internazionale per un’opera senza tempo

Sul podio, Pinchas Steinberg, direttore israeliano tra i più acclamati della scena lirica internazionale, ha guidato 120 professori d’orchestra e oltre 160 coristi della Fondazione Arena, segnando il suo ritorno a Verona a 25 anni dal debutto.

Il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat ha interpretato magistralmente il ruolo di Nabucco, affiancato da Anna Pirozzi (Abigaille), Vasilisa Berzhanskaya (Fenena), Francesco Meli (Ismaele), Roberto Tagliavini (Zaccaria), Carlo Bosi (Abdallo), Gabriele Sagona (Gran Sacerdote di Belo) e Daniela Cappiello (Anna). La direzione del Coro è stata affidata a Roberto Gabbiani.

Il Nabucco tornerà in scena oggi, sabato 14 giugno, con nuovi debutti nel cast, mentre in tre recite di luglio sarà Anna Netrebko a debuttare in Italia nel ruolo di Abigaille, evento attesissimo dal pubblico.

L’Arena verso 51 serate di grande musica

Il “Nabucco” è la prima delle 51 serate del Festival lirico 2025, che si protrarrà fino al 6 settembre. In programma cinque opere: Aida, La Traviata, Carmen, Rigoletto e lo stesso Nabucco, oltre a cinque eventi speciali tra concerti e balletti. Sabato 21 giugno, in occasione della Giornata Mondiale della Musica, Rai Cultura trasmetterà l’opera su Rai 3 alle 21.20, portando a milioni di telespettatori la potenza visiva e musicale di un’opera senza tempo.

Redazione

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