Il dibattito sul limite dei mandati per i presidenti di Regione torna a infiammare il panorama politico nazionale.
Fratelli d’Italia, per voce del responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, ha manifestato disponibilità a discutere la rimozione del vincolo, aprendo così uno scenario che riaccende le speranze di Luca Zaia per una nuova candidatura in Veneto. L’eventuale via libera al terzo mandato, oggi vietato per le Regioni a statuto ordinario, potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri nelle prossime tornate elettorali.
Il confronto all’interno della maggioranza
Durante l’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, tenutosi il 5 giugno a Roma, Donzelli ha dichiarato che il partito non ha preclusioni ideologiche verso il tema, a patto che venga sollevato ufficialmente dalle Regioni. “Serve una riflessione nazionale – ha affermato – non possiamo continuare con un’Italia a più velocità sul numero dei mandati”.
La Lega ha colto subito l’apertura, facendo quadrato attorno a Zaia. Matteo Salvini ha definito il governatore veneto “il più apprezzato d’Italia”, sottolineando come mettere in discussione la sua continuità sarebbe un errore politico non compreso dai cittadini. Più cauti gli altri partiti della coalizione: Maurizio Lupi (Noi Moderati) ribadisce la propria preferenza per il limite ai mandati, pur riconoscendo la necessità di un confronto, mentre Maurizio Gasparri (Forza Italia) invita a non accelerare, attendendo un dibattito approfondito a livello di leadership.
La posizione di Zaia e il “Documento di Venezia”
Dal canto suo, Zaia torna a sperare senza alzare i toni, ma sottolinea che già esiste una posizione formale delle Regioni. “Non serve l’unanimità, serve il buon senso”, ha detto. Il riferimento è al Documento di Venezia, approvato durante il Festival delle Regioni, con cui si è chiesto ufficialmente al Governo di aprire il confronto sul superamento del vincolo di mandato.
Zaia ricorda anche il pronunciamento della Corte Costituzionale, che riconosce solo alle Regioni a statuto speciale – come Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – la possibilità di decidere in autonomia sul numero dei mandati. “Un’Italia a mosaico su questo tema non è sostenibile”, ha ribadito.
L’opposizione critica l’inversione di rotta
Non si è fatta attendere la reazione di Italia Viva, che accusa Fratelli d’Italia di opportunismo politico. “Meloni cambia idea a seconda della convenienza – ha dichiarato Matteo Renzi – Lo fa per risolvere i problemi con la Lega e tenere Zaia in Veneto, ma è la solita strategia senza visione: si cambia opinione per restare a galla”.
Il senatore toscano ha ricordato che FdI aveva impugnato la legge sul terzo mandato in Campania, accusando ora la premier di coerenza a senso unico, già vista su temi come Euro, Nato e privatizzazioni.
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